Vasco Rossi a Rimini, il sacerdote (veggente) del rock picchia duro con ironia provocatoria e rock: “Non siamo mica gli americani” – Scaletta e racconto

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“Voglio veder come va a finire…Andando al massimo senza frenare. Voglio vedere se davvero poi Si va a finir male”. Parte alla carica Vasco Rossi proprio con “Vado al massimo” alla prima data del suo tour 2026, che si è tenuta allo stadio Romeo Neri di Rimini il 30 maggio. Il rocker ha offerto due ore e mezza di show sorprendente con un calcio a tutti per dare una sveglia con l’ironia provocatoria, una rarità in tempi bui come questi, scegliendo brani dal suo repertorio degli Anni 80 per la scaletta, con alcune chicche mai eseguite o altre chieste esplicitamente dai fan. Una vera e propria “scaletta dei pezzi mancanti” che viene proposta come regalo dell’estate 2026.

Non è un caso se la prima parte del concerto – i primi undici brani – è dedicata agli anni di rottura e sperimentazione. Vasco veggente già nel 1982 con “(per quello che ho da fare) Faccio il militare” quando canta: “Non siamo miiica gli americani che loro possono sparare agli indiani, Vacca agli indiani”. A Donald Trump saranno fischiate le orecchie.

Il palco, creato da Gio’ Forma, mette al centro Vasco all’interno della V ricreata sulla pedana principale, i megaschermi alla sua destra e sinistra creano un’onda di particelle e di movimento a sottolineare ogni sensazione, ogni brivido che regalano i suoi brani. E quindi in “Vado al massimo” il palco si trasforma in un acceleratore di particelle, generato dall’incontro tra le canzoni di Vasco e il suo pubblico. A chiudere il terzetto dell’intro a tutto rock “Ormai è tardi” e “Fegato, fegato spappolato”. Sulle note di “(per quello che ho da fare) Faccio il militare” appare al centro della scena una gigantesca marionetta a cui sono sospesi gli schermi della diretta video. Il volto, ispirato all’estetica dei carri allegorici, e i numerosi dettagli animati richiamano l’immaginario della copertina proprio del disco da cui è tratto il brano “Non siamo mica gli americani”.

Tante le chicche che Vasco ha regalato: “Una nuova canzone per lei”, mai eseguita dal vivo. Sempre a proposito di “prime volte” c’è “Marea”, (dall’album “Nessun pericolo per te”, 1996) che viene eseguito dal vivo per la prima volta. E ancora i brani quasi mai eseguiti live “Domani sì adesso no” del 1985 e il “Tango della gelosia” da “Liberi… Liberi” del 1987, dedicati all’universo femminile. Chiude la prima parte del concerto “Lunedi”, l’ultimo brano degli Anni 80: “E adesso basta, vado fuori. Sempre se trovo i pantaloni. E vado ad affogare tutti i miei dolori”. Interessante “Bolle di sapone” a tutto funky.

Non mancano i brani cult come l’inno generazionale “C’è chi dice no”, “Stupendo” e “Rewind”. E ancora “Siamo soli” (lo stadio ha vibrato nell’inciso) e “Se ti potessi dire”. Mentre il concerto finisce con “Un mondo migliore”. E non è un caso. Vasco canta: “Non è facile trovarsi su una strada. Quando passa la necessità di andare. Quando è ora, è ora, è ora di partire. E non puoi, non puoi, non puoi più rimandare”. In sequenza per la chiusura dello show sei brani tra i più belli del repertorio “La noia”, che manca da moltissimi anni “Sally”, “Siamo solo noi”, “Vita spericolata” in versione piano e voce “Canzone” eseguita qui per intero e l’immancabile “Albachiara”.

Insomma “c’è qualcosa che non va in questo cielo, c’è qualcuno che non sa più che ore sono” ma Vasco è una certezza dell’estate, assieme al suo rock e all’arrivo del caldo. Dopo il via a Rimini si prosegue il 5 e 6 giugno la prima volta al Parco Urbano Giorgio Bassani di Ferrara, anche all’Arena di Olbia il 12 e 13 giugno, allo Stadio San Nicola di Bari il 18 e 19 giugno, allo Stadio Del Conero di Ancona il 23 e 24 giugno e a chiudere al Bluenergy Stadium di Udine il 28 e 29 giugno. Tutte le date sono andate sold out in un battibaleno.

Poi l’attesa delle celebrazioni nel 2027 per i 50 anni di carriera, un evento per oltre 500 mila persone e in più sere. Chi vincerà tra Milano o Roma? O c’è un’altra sorpresa in arrivo? “Chi vivrà vedrà”, rivela sibillino Vasco con un sorriso sornione.

L'articolo Vasco Rossi a Rimini, il sacerdote (veggente) del rock picchia duro con ironia provocatoria e rock: “Non siamo mica gli americani” – Scaletta e racconto proviene da Il Fatto Quotidiano.

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