Valditara propone l’obbligo di studio dell’italiano per i genitori degli alunni stranieri: i miei tre dubbi

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Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è geniale. Nei giorni scorsi è riuscito a prendere due piccioni con una fava: ridurre il precariato e la dispersione scolastica degli alunni stranieri. Dal palco del meeting di Comunione e Liberazione ha lanciato una proposta rivoluzionaria, coraggiosa, controcorrente: lo studio obbligatorio dell’italiano per i genitori degli alunni stranieri che non vanno bene a scuola.

Finalmente una proposta più “vannacciana” di Vannacci. Gli unici a non comprenderla sono stati i compagni della Cgil che non hanno nemmeno intuito la portata dell’idea del professore: formare tutti i papà e le mamme degli studenti extracomunitari che vanno male a scuola significa immettere nel circuito dell’istruzione migliaia di docenti che oggi non hanno una cattedra.

Non solo. L’iniziativa pensata dal ministro ha la potenzialità di creare lavoro anche per gli Ata perché molti bidelli e segretari – probabilmente – dovranno essere reclutati per tenere aperte le scuole la sera quando i genitori dei bambini verranno in classe ad imparare l’italiano. Ma c’è di più. Il fedele salviniano, grazie a questo originale progetto, riuscirà anche ad aumentare l’occupazione giovanile perché se i genitori di Amina dovranno andare a scuola, la bimba con chi resterà a casa? La baby sitter, immagino. Mi restano solo alcuni dubbi dovuti senz’altro alla mia ignoranza.

Il primo. Dovranno imparare l’italiano i genitori degli stranieri che non vanno bene a scuola. Quelli che hanno cinque in tutte le materie o solo quelli che hanno cinque in italiano? E chi va male in storia o educazione all’arte? Raggiungere il sei in matematica sarà sufficiente?

Il secondo. Quando parla di stranieri, il ministro a chi pensa? Agli americani? Ai tedeschi? Ai rumeni o a tutti?

Il terzo. Se poi queste mamme e papà impareranno l’italiano, non è che pretenderanno pure di votare?

Mi spiace solo che Valditara si dimostri discriminante nei confronti degli alunni italiani che non vanno bene a scuola. Il ministro sembra avere occhi solo per i figli dei migranti trascurando i tanti bambini e ragazzi del nostro Paese che hanno genitori con la sola terza media, con un analfabetismo di ritorno o più in generale problemi che impediscono loro di seguire i figli. Dov’è finito il “prima gli italiani” di Matteo Salvini?

L'articolo Valditara propone l’obbligo di studio dell’italiano per i genitori degli alunni stranieri: i miei tre dubbi proviene da Il Fatto Quotidiano.

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