“Una scoperta sensazionale, era caduto in un crepaccio e da allora era rimasto disperso. Quando l’abbiamo assaggiata non ci potevamo credere”: un fusto di birra emerge dai ghiacci dopo 50 anni ed è ancora bevibile

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Un fusto di birra smarrito quasi mezzo secolo fa tra i ghiacci dell’Alto Adige è riemerso intatto, è stato riportato a valle e, infine, è stato persino aperto e degustato. A documentare l’insolito ritrovamento, avvenuto a circa 3.000 metri di altitudine sotto il rifugio Sasso Nero, nelle Alpi dello Zillertal, è la storica azienda altoatesina di bevande Harpf, che ha condiviso i dettagli e le fotografie dell’impresa attraverso un post sul proprio profilo Instagram in lingua tedesca.

L’incidente originario risale alla fine degli anni Settanta, come testimonia la data del 1978 incisa direttamente sulla superficie metallica del contenitore. Nel post pubblicato dall’azienda si legge: “Riapparsa dopo circa 50 anni: la birra dal ghiaccio. Una scoperta sensazionale nelle Alpi dello Zillertal è stata recentemente portata alla luce dall’autista di Harpf, Daniel. Un fusto di birra smarrito negli anni ’70 è stato recuperato dopo quasi 50 anni”.

A riportare a valle il reperto non è stato dunque un semplice escursionista di passaggio, ma proprio un dipendente dell’azienda di bevande. Il post chiarisce la dinamica dell’incidente e del recupero: “Anni fa, durante la consegna in elicottero, era caduto in un crepaccio e da allora era rimasto disperso. Quest’anno, sotto il rifugio Sasso Nero a circa 3.000 metri di quota, Daniel ha finalmente ritrovato il fusto di birra un po’ ammaccato, che ha riportato a valle grazie a abili manovre con un carrello”.

L’aspetto più curioso della vicenda riguarda l’eccellente stato di conservazione del contenuto. Le temperature estreme e la copertura glaciale hanno infatti funzionato come una cella frigorifera naturale. L’operazione non si è limitata alla semplice esposizione del reperto: una volta sceso di quota, si è deciso di procedere all’apertura. “La cosa curiosa: il ghiacciaio sembra aver conservato bene la birra nel corso degli anni”, prosegue il resoconto su Instagram. “Un piccolo gruppo di appassionati di birra e curiosi ha spillato e degustato il fusto del 1978 presso Harpf. E, in effetti, nonostante il tempo trascorso, la birra era ancora bevibile”.

Per l’azienda, attiva sul territorio da oltre 140 anni, si è chiuso un cerchio iniziato quasi mezzo secolo prima: “Un’occasione davvero rara ed emozionante, nonché un vero e proprio pezzo di storia della Harpf. Infatti, con ogni probabilità, il fusto proveniva originariamente dai nostri magazzini”.

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