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Le primarie che vanno “fatte e al più presto”, il no alla regola del Pd secondo cui il candidato premier lo decide il partito egemonico e la necessità di un programma con punti precisi che dia garanzie alle coalizione. A partire dal no alle armi all’Ucraina e a una legge sul conflitto di interessi. Giuseppe Conte, intervistato da Peter Gomez e Luca De Carolis alla Festa del Fatto quotidiano, ha parlato del futuro del Movimento 5 stelle e dei rapporti con il campo largo. “Non può essere che vinca Schlein e a quel punto si danno a gogò armi in Ucraina per un conflitto che ci sta portando a un conflitto mondiale”, ha dichiarato il leader 5 stelle. “Non è possibile che il M5s sottoscriva un programma che continui a fare in politica estera quello che sta facendo Meloni”. Poi, rivolto alla premier, ha detto: “Non ti vergogni ad aver inserito le preferenze farlocche” nella legge elettorale, dopo che aveva sempre proclamato il contrario, “e non ti vergogni ad aver aumentato il numero di firme per le nuove liste?”.
Un pensiero per Alessandro Di Battista. Il lungo applauso della platea
L’intervista si è aperta con Peter Gomez che ha voluto mandare un pensiero ad Alessandro Di Battista, rientrato ieri mattina da Cuba e ricoverato al Gemelli. Il condirettore del Fatto quotidiano ha chiesto all’ex presidente del Consiglio cosa ne pensa della rottura che aveva portato allo strappo dall’ex deputato con il M5s: “Il Sì a Draghi è stato un momento sofferto”, ha detto. “Sapete venne gestito da Beppe Grillo. Quello che mi colpì fu il quesito” sottoposto agli iscritti che fu “formulato in modo suggestivo. E’ stata una delle ragioni per cui pretendo che le domande siano formulate” in modo chiaro.
Le primarie del campo largo
A proposito delle primarie, Conte ha ribadito che non sarebbe stata la sua prima scelta: “Ne approfitto per dare un chiarimento”, ha esordito. “Leggendo i giornali uno è convinto che il Movimento 5 stelle voglia le primarie o morte. Allora mi dicono: si vuol dividere l’elettorato. Ne approfitto per ribadirlo, il Partito democratico ha chiarito che per loro vale la regola del partito più forte, che prende più voti. Voi ci conoscete un poco: noi siamo in politica per fare delle battaglie, non per portare acqua al mulino di qualcuno. Abbiamo detto: questo per noi non è possibile perché non ci dà garanzie. Non è una questione personale nei confronti di Elly Schlein, ma noi non possiamo metterci preventivamente nelle mani di un’altra forza politica. Noi alle primarie arriviamo perché la regola del partito più forte è una regola egemonica. Ricordo che ho proposto all’inizio del dibattito, al Partito democratico, un’altra possibilità: molti si preoccupano che ci sia un clima divisivo, ho detto facciamo come alle Regionali. Non abbiamo fatto primarie, ma non è mai successo che il Pd esprimesse il candidato preferenziale, ma si è scelto quello più competitivo”. Respinta questa possibilità, “abbiamo detto facciamo le primarie. E io non sono ossessionato da Palazzo Chigi. Se volevo rimanere con un Conte ter c’erano tutte le possibilità. Ma erano legate a un ricatto che non ho accettato”.
A proposito della politica estera però, Conte ha annunciato che il M5s pretenderà che ci siano dei paletti fermi: “E’ chiaro che dovremo preventivamente precisare qualche punto fermo perché non può essere che vinca Schlein e a quel punto si danno a gogò armi in Ucraina per un conflitto che ci sta portando a un conflitto mondiale. Non è possibile che il M5s sottoscriva un programma che continui a fare in politica estera quello che sta facendo Meloni”. L’invio delle armi “ci fa precipitare nella guerra. L’unica prospettiva è mettersi lì al consiglio europeo, tenerli inchiodati, finché tutti non individuano un negoziatore”.
Per Conte, inoltre “le primarie non vanno fatto a ridosso della campagna elettorale. È giusto che il candidato che vince abbia il tempo di parlare alla comunità politica che si sente disorientata. Occorrono dei mesi per farsi capire”. Occorre far capire, ha aggiunto, che “non stiamo votando il leader di partito, sarebbe un’impostazione sbagliata. Dobbiamo tifare Italia, progressista, cambiamento del Paese. Se qualcuno di voi pensa che Schlein o un altro è più idoneo a rappresentare l’intero Paese per cinque anni di cambiamento del Paese, votate l’altro candidato o candidata. Non vi chiedo nessuna fedeltà, vi chiedo di pensare al bene del Paese”.
A proposito della proposta di Renzi di firmare “un contratto alla tedesca” prima delle primarie ha commentato: “Sono d’accordo che dovrà esserci un programma scritto. Però non ci prendiamo in giro: se andate a rileggere il contratto” che fu fatto dai 5 stelle per il governo gialloverde era prevista “una procedura complessa in caso non fosse rispettato. E’ stata mai applicata? No. Perché è un rapporto politico. Non dobbiamo prenderci in giro. Dobbiamo creare innanzitutto un progetto serio e vincolare tutte le forze politiche a degli obiettivi politici” a partire da “una legge serie sul conflitto di interessi e introdurre delle garanzie per evitare che una forza politica possa esercitare un potere ricattatorio. Io ci sto lavorando”. E sul fatto di coinvolgere anche Renzi: “Essere unitari vuol dire espandere il consenso. Mi sembra follia sentire qualcuno che dice che Renzi dovrebbe avere un ruolo centrale nella formazione di centro, è il contrario. Abbiamo visto che ha una capacità espansiva molto modesta, stiamo parlando del 2%”, ha continuato. “Si dice che Conte sta con Onorato e Onorato sta con Conte, ma Renzi ha detto chiaramente che vota Schlein, Onorato ha detto che rispetto a Schlein e Conte non sceglie, sta aggregando altre forze. Cosa facciamo, lo teniamo fuori per dare centralità a Italia viva?”, ha detto.
Le domande a Giorgia Meloni
Il leader M5s ha anche risposto alle domande sulla legge elettorale e si è rivolto direttamente alla presidente del Consiglio: “Non ti vergogni?”, ha esordito. “Adesso hai introdotto un emendamento con preferenze farlocche. Giorgia Meloni, ma non ti vergogni, tu che sei entrata in Parlamento nel 2013 grazie a una legge, ma hai dovuto raccogliere firme? La soglia era 40mila firme. E adesso che sei lì nei palazzi, hai fatto introdurre un emendamento che impone una raccolta firme all’incirca fino a 400mila firme. Una barriera pressoché insuperabile. E stai chiedendo addirittura per la presentazione delle liste più firme di quelle che servono per eleggere i parlamentari”. E ancora: “Conosci qual è il senso di vergogna?”.
Immigrazione: “Noi siamo per lo ius scholae”
Parlando di uno dei temi centrali della campagna elettorale, la gestione dell’immigrazione, Conte ha dichiarato: “Non si può prendere in giro i cittadini con le puttanate del blocco navale e della remigrazione”, ha dichiarato. “Giorgia Meloni ha accumulato solo fallimenti. Ancora, centri in Albania costati tantissimo costati tantissimo. Poi li dobbiamo riportare qui. E’ chiaro che chi non ha diritto va rimpatriato, ma per chi rimane qui dobbiamo lavorare per l’integrazione”. Secondo Conte “si sta diffondendo l’islamofobia. Stanno sostenendo che gli immigrati di origine islamica non si potranno mai integrare. Non conoscono nulla. Però qui non fai la sanatoria e hai risolto il problema, devi coinvolgerli e fargli conoscere anche i nostri principi costituzionali e valori. Ad esempio, il rispetto delle donne e non ci possono essere discrminazioni”. E ha aggiunto: “Noi siamo favorevoli allo ius scholae. Perché non diciamo siccome sei nato qui ti do la cittadinanza, noi diciamo che concludi un ciclo scolastico, allora ti riconosco la cittadinanza. Ci sono i presupposti”.
Patrimoniale
Infine, il leader M5s si è espresso sul tema della patrimoniale. “Io mi batterò come un dannato per contrastare le diseguaglianze”, ha detto. “Il tema è che io le cose le ho studiate e le ho studiate in tutti i Paesi Ue in cui è stato introdotto. Cosa introduci? Una tassa sui super ricchi? Ovunque è stata introdotta, l’hanno poi superata. Hanno visto che o non drenava risorse nuove oppure ha creato un tale contenzioso che è stata poi abbandonata. Il problema è la lotta alle tasse senza quartiere. Il problema è la finanza speculativa. Qui vogliamo parlare di patrimoniale, mentre abbiamo i giganti del web che hanno strapotere? Porteremo al tavolo una proposta di legge calibrata sulla speculazione finanziaria, quella parassitaria”. E, non solo, parlando degli ultimi eventi che hanno riguardato Anthropic ha dichiarato: “Un progetto progressista non può essere tale se non si pone il problema di regolare l’intelligenza artificiale“.
Beppe Grillo
L’ultima battuta ha riguardato l’ex fondatore del Movimento 5 stelle Beppe Grillo. Il comico è previsto al podcast di Fedez, quasi in contemporanea all’evento Nova a Milano dei 5 stelle: “Vada dove vuole”.
L'articolo “Una legge sul conflitto di interessi, no alle armi all’Ucraina e primarie al più presto”: rivedi l’intervista di Gomez e De Carolis a Giuseppe Conte proviene da Il Fatto Quotidiano.




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