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Agosto 2026. L’Avana compie cent’anni dalla nascita di Fidel Castro, ma non c’è parata o celebrazione ufficiale che possa nascondere il buio profondo in cui è sprofondata la capitale cubana. L’isola galleggia drammaticamente in una fame energetica cronica e in un blackout quasi perpetuo, tra cumuli di rifiuti bruciati agli angoli delle strade, la piaga insidiosa delle droghe sintetiche come il químico che rode la gioventù e i frigoriferi tristemente spenti nelle case delle famiglie. L’embargo economico e commerciale degli Stati Uniti, inasprito ulteriormente dalla morsa feroce di Trump e della sua cerchia di poteri forti a Wall Street, rappresenta una corda stretta implacabilmente attorno alla gola del popolo cubano. A questo si sommano le inefficienze interne e una burocrazia asfissiante che complicano ogni giorno la sopravvivenza. Di fronte a questo scenario, l’ignavia dell’Unione Europea e del governo italiano è assordante, un silenzio complice che dimentica troppo in fretta quando le Brigate Mediche Cubane sono arrivate in Italia durante la pandemia di Covid-19 per salvare vite umane senza chiedere nulla in cambio. Non si può permettere che i falchi di Washington decidano arbitrariamente se un intero popolo debba vivere o morire, ed è fondamentale spezzare le catene di questo criminale blocco economico.
In questo spaccato di resistenza quotidiana e di stridenti contraddizioni, si inserisce il viaggio di Alessandro Casolari, firma de L’Osservatorio sulla Repressione, e di Silvia Zaramella, insegnante e scrittrice ferrarese. Diciassette giorni vissuti non da semplici turisti in cerca di svago, ma da ospiti accolti nella casa della dottoressa Surama, una donna di sessant’anni nel cuore ferito della Habana Vieja, a due passi da Plaza Vieja. Dall’Italia i due viaggiatori hanno portato con sé ventitré chili di farmaci preziosissimi, tra antibiotici e analgesici. Un piccolo grande sforzo che, come ha raccontato lo stesso Casolari, è sembrato all’inizio come tentare di svuotare l’oceano con un cucchiaino di plastica. L’impatto umano ed emotivo è stato tremendo per chi, militante da una vita, si è ritrovato a fare i conti con vecchi combattenti della Rivoluzione ridotti in condizioni di estrema miseria. Ma la solidarietà autentica non si gira mai dall’altra parte quando incontra le crepe della storia: le affronta direttamente e cerca soluzioni concrete e praticabili.
Ed è proprio in questo contesto che la storia trova una rotta precisa e trasformativa. In calle San Ignacio, lo Stato cubano ha ceduto un antico edificio di epoca spagnola ai Comités de Defensa del Barrio con un obiettivo nobile e ambizioso: trasformarlo in una mensa di quartiere attiva trecentosessantacinque giorni all’anno, pensata per garantire tre pasti quotidiani alle fasce più fragili e indifese della popolazione locale. Il grande ostacolo da superare è rappresentato dall’energia. La struttura possiede già dei pannelli solari installati, ma per renderli pienamente operativi e del tutto indipendenti dalla traballante rete elettrica statale, occorrono commutatori e cavi specifici. Senza questi componenti tecnologici fondamentali, i pannelli restano totalmente inerti e i fornelli rischiano di spegnersi prima ancora di accendersi.
Di fronte alla richiesta d’aiuto lanciata dalla dottoressa Surama, la risposta è arrivata in modo inaspettato ma potentissimo dal mondo della cultura e della letteratura. Ad aprile, Silvia Zaramella ha pubblicato con la prestigiosa casa editrice Sensibili alle foglie di Renato Curcio il romanzo intitolato Perfetto. Si tratta di un’opera intensa, amara e ironica, che racconta la storia di una quarantenne ferrarese il cui mondo viene sconvolto dall’arresto improvviso del fidanzato. Un diario lucido e profondo sulla solitudine, sulla capacità di rialzarsi tra le nebbie della provincia, sulla complessità della vita quotidiana e sul necessario rifiuto dell’ossessione tossica per la perfezione. Per finanziare l’acquisto immediato dei commutatori necessari alla mensa, è nato così il progetto solidale battezzato Un libro per Cuba. L’autrice ha messo a disposizione ben centottanta copie del proprio romanzo. Se nelle librerie e online il valore commerciale del volume sarebbe di quattordici euro, per questa specifica campagna di solidarietà viene offerto al prezzo speciale di dieci euro. Non si tratta di un semplice sconto promozionale, ma di un invito caloroso affinché la cultura e l’amore fraterno siano davvero alla portata di tutti.
L’intero ricavato di questa lodevole iniziativa sarà devoluto interamente, senza intermediari o costose passerelle retoriche, all’acquisto dei dispositivi elettrici per la mensa popolare cubana. È una filiera cortissima che unisce idealmente la pianura padana alle strade vibranti e dolenti dell’Avana. Con soli dieci euro non si sta semplicemente comprando un libro da leggere con passione, ma si sta donando un pasto caldo, un sorriso sincero e un briciolo di speranza concreta a chi, in questo momento storico drammatico, affronta difficoltà inimmaginabili. Si sta letteralmente trasformando l’inchiostro in pane. Sfogliando le pagine di questo romanzo, il lettore saprà che, grazie al proprio contributo, dall’altra parte del mare qualcuno stasera siederà a tavola con una preoccupazione in meno e una luce nuova nel cuore.
Ci sono storie che meritano di essere lette, e storie che meritano di essere cambiate. Oggi hai l’opportunità di fare entrambe le cose con un unico, semplicissimo gesto d’amore. Non restiamo inerti a guardare l’oceano o a voltarci dall’altra parte. Partecipa anche tu a questa catena di umanità, sostieni la mensa popolare e stringiti con forza al popolo cubano. Per avere il libro, sostenere la campagna e fare una donazione diretta, è possibile utilizzare il bonifico bancario tramite IBAN o visitare il link ufficiale su Instagram per tutte le informazioni di dettaglio. La spedizione dei volumi viene effettuata comodamente con la modalità Piego di Libri, ed è sufficiente scrivere un messaggio diretto sulla pagina Instagram dedicata per concordare l’invio.
Link Instagram del progetto e per ordinare il libro: https://www.instagram.com/p/DeuI7arjUaC/
IBAN per il versamento e sostegno della campagna: IT51F3253203200006572007406
Spedizione: Gestita tramite Piego di Libri (scrivere direttamente in privato su Instagram per concordare i dettagli).
L'articolo Un libro per rompere il blackout dell’Avana: così la letteratura sfida l’embargo contro Cuba proviene da Il Fatto Quotidiano.





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