Un disegno di legge per portare l’educazione alla parità di genere al centro della scuola

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​​​​​Ecco il testo diffuso dalla Commissione Pari Opportunità: 

 Le 8500 firme raccolte in Trentino a sostegno del disegno di legge di iniziativa popolare sull'educazione alla parità di genere - 7746 quelle autenticate- mandano un segnale ben preciso: intercettano un’esigenza profonda e ormai evidente ovvero che la scuola non può essere ridotta a un luogo di sola trasmissione di nozioni, ma deve essere uno spazio di formazione integrale della persona. La proposta di legge, che prevede un modello strutturale e coerente di intervento formativo, mira a integrare la legge provinciale sulla scuola del 2006 e a colmare così quel grave vuoto normativo nazionale che rende oggi l’Italia uno dei pochi Paesi europei privi di un percorso obbligatorio di educazione alle relazioni e all’affettività con interventi recenti che sembrano addirittura andare nella direzione opposta.

Di questo la Commissione provinciale per le pari opportunità tra donna e uomo è profondamente convinta e con altrettanta convinzione ha sostenuto la raccolta firme promossa dalla Rete Educazione per la parità di genere.

L’educazione all’affettività rappresenta uno strumento fondamentale per accompagnare bambini, bambine, ragazze e ragazzi nella crescita emotiva e relazionale, aiutandoli a riconoscere le proprie emozioni, a rispettare sé stessi e gli altri, a costruire relazioni sane e consapevoli. Investire su questi percorsi significa rafforzare la prevenzione contro bullismo, violenza di genere, discriminazioni di diversa natura e disagio giovanile.

Negli ultimi anni, l’assenza strutturata di programmi di educazione all’affettività ha lasciato un vuoto che viene colmato in modo diseguale o lasciato alla sola iniziativa individuale. Questo non è accettabile. Servono indirizzi chiari, continuità educativa e il coinvolgimento di scuole, famiglie e professionisti qualificati. In quest’ottica il disegno di legge di iniziativa popolare prevede diversi strumenti: in primis la formazione del personale adulto con percorsi coerenti per insegnanti, genitori e tutto il personale scolastico, l’istituzione di un Comitato scientifico, un organismo con funzioni di supervisione incaricato di redigere, linee guida attuative, a cui i/le referenti delle singole realtà scolastiche potranno riferirsi. Non da ultimo l’istituzione di un fondo provinciale dedicato per sostenere i progetti che altrimenti non possono decollare.

​La politica ha ora una responsabilità precisa: ascoltare la voce di chi chiede una scuola più attenta alla dimensione umana e relazionale e tradurre questa richiesta in scelte concrete e strutturate, risorse adeguate e percorsi seri e condivisi. Difendere l’educazione all’affettività e al rispetto, promuovere una cultura paritaria e non discriminante non è e non deve essere una battaglia ideologica, ma una scelta di responsabilità verso le nuove generazioni. Un investimento sul presente e sul futuro del Trentino ed in generale del Paese. La cronaca quotidiana non lascia scelta.


La Commissione provinciale per le pari opportunità tra donna e uomo



​In foto: le rappresentanti del Comitato promotore alla consegna delle firme in Consiglio provinciale a Trento

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