ARTICLE AD BOX
Nell’ennesimo spostamento ai vertici voluto dall’ufficio presidenziale ucraino il principale negoziatore di Kyiv con Mosca arriva alla guida dell’intelligence estera. Il presidente Volodymyr Zelensky ha infatti nominato il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale dell’Ucraina e responsabile del processo negoziale con Mosca Rustem Umerov come nuovo capo del servizio di intelligence estera. Questo affidamento di un incarico chiave nel sistema di sicurezza nazionale avviene senza però sottrargli la responsabilità del dossier diplomatico con la Russia: è stato lo stesso Zelensky ad aver chiarito che Umerov continuerà a guidare la delegazione ucraina nei negoziati di pace, con il compito di proseguire gli sforzi per raggiungere una soluzione diplomatica al conflitto, affermando che il suo collaboratore sarà ora responsabile di un portafoglio di competenze più ampio che comprende “la diplomazia, la difesa, i negoziati con gli Stati Uniti e altri partner designati, nonché i colloqui per porre fine alla guerra”.
Umerov aggiunge così un nuovo incarico al proprio curriculum, dopo l’esperienza da ministro della Difesa dal 2023 al 2025 e la gestione dei colloqui con Mosca e delle trattative con gli alleati occidentali per la cooperazione nel settore dei droni in seguito. Contestualmente a questa nomina, anche l’ex ministro dell’Interno Ihor Klymenko è stato nominato segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale e la difesa, subentrando proprio a Umerov. La scelta garantisce un nuovo ruolo a Klymenko, il cui nome era circolato nelle scorse settimane come possibile successore al ministero della Difesa, incarico poi assegnato a un altro esponente del governo.
Le nuove nomine rappresentano l’ultimo tassello di un ampio riassetto dell’apparato statale avviato da Zelensky nel mese di luglio. Il presidente aveva promosso una vasta riorganizzazione dell’esecutivo che ha incluso la sostituzione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, una mossa che ha provocato reazione durissime da parte della popolazione. Il trentacinquenne, considerato uno dei principali sostenitori della trasformazione tecnologica delle forze armate ucraine e dello sviluppo della guerra basata sui droni, gode infatti di un ampio sostegno nell’opinione pubblica. Come risultato delle proteste, Zelensky ha dovuto licenziare l’ex capo di Stato maggiore dell’esercito ucraino Oleksandr Syrskyi, nominando al suo posto il generale Mykhailo Drapatyi.
Le motivazioni del rimpasto continuano tuttavia a suscitare interrogativi. Zelensky ha fornito spiegazioni limitate anche in occasione delle nomine annunciate oggi, mentre i suoi critici lo accusano di continuare a ruotare un ristretto gruppo di fedelissimi tra le principali posizioni dello Stato. Il presidente ucraino ha sostenuto che la riorganizzazione dell’apparato governativo punta a preparare il Paese in vista di un nuovo inverno che si preannuncia particolarmente difficile. Kyiv si aspetta infatti una nuova intensificazione degli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche, uno scenario che rende cruciale il coordinamento tra intelligence, sicurezza nazionale e diplomazia. Ma non è da escludere (e anzi, è abbastanza facile pensare il contrario) che dietro le decisioni di Zelensky ci siano motivazioni puramente politiche, con lo spettro delle elezioni che aleggia sullo sfondo.

1 hour_ago
3



English (US) ·