Ucraina, inchiesta sui finti call center: si dimette Kravchenko, il Procuratore generale scelto e nominato da Zelensky

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Nel primo pomeriggio aveva escluso l’ipotesi. “Non sento di doverlo fare. C’è una procedura: la Verkhovna Rada può votare, il presidente può avviare le dimissioni. Se lo faranno, ovviamente obbedirò. Non mi aggrappo alla carica”. In tarda serata, invece, ha dato lui stesso l’annuncio: “Ho presentato le mie dimissioni dalla carica di Procuratore Generale. Si tratta di una decisione politica. E l’ho presa consapevolmente. Non voglio che la carica di Procuratore Generale venga utilizzata come uno strumento di scontro politico. La mia posizione riguardo alle accuse rimane invariata”. Firmato Ruslan Kravchenko, il capo della Procura generale ucraina finito nell’inchiesta “Cartagine” che procede per associazione a delinquere e il riciclaggio su una rete di finti call center capaci di truffare migliaia di persone in tutta Europa proponendo investimenti farlocchi per centinaia di milioni.

Scelto e nominato da Volodymyr Zelensky il 21 giugno 2025, Kravchenko è l’ultima pedina della cerchia del presidente a cadere per via delle inchieste dell’Autorità nazionale (Nabu) e della Procura Speciale anti-corruzione (Sapo). Attorno alla mezzanotte del 4 settembre gli uomini della Nabu avevano perquisito il suo ufficio e quello della sua vice, Maria Vdovychenko, dopo aver arrestato Serhiy Kropyva, vicecapo del Dipartimento per la cooperazione internazionale della Procura generale, ritenuto a capo di una organizzazione che controllava decine di call center in tutta l’Ucraina, proteggendo quelli che accettavano di pagare tangenti, inviando gli ispettori in quelli che non lo facevano e riciclando il denaro delle mazzette in gioielli, auto di lusso e beni immobili. Secondo gli inquirenti, Kropyva era strettamente legato a Kravchenko, il quale era al corrente dell’operato dell’organizzazione.

Per quale motivo Kravchenko ha cambiato idea? Poco prima di annunciare le dimissioni, l’ormai ex Procuratore generale ha avuto un incontro riservato con Zelenskyy e David Arakhamia, capogruppo di Servitore del Popolo, il partito che sostiene il presidente e dispone della maggioranza in Parlamento. Secondo le fonti di Ukrainska Pravda, proprio da questo vertice a tre sarebbe dovuta uscire la decisione sul futuro di Kravchenko. Poco dopo è arrivato il suo passo indietro. La presenza di Arakhamia è tutt’altro che un particolare secondario perché, come ricordato dallo stesso magistrato, la Verkhovna Rada ha il potere di rimuovere il Procuratore Generale con un voto di sfiducia.

Un altro evento non secondario ha preceduto la decisione. L’Alta Corte anti corruzione ha convalidato la custodia cautelare in carcere di Kropyva, fissando una cauzione di 120 milioni di grivne (circa 2,3 milioni di euro), di Yelizaveta Ivakhnenko, considerata dagli inquirenti una figura chiave per la gestione e l’occultamento dei beni illeciti, e di Serhii Kutsyi, l’autista di Kropyva, che secondo i pubblici ministeri svolgeva compiti operativi cruciali come gestire le comunicazioni tra i membri della rete e riscuotere i soldi dai finti call center. Nelle udienze dinanzi alla Corte i procuratori della Sapo non solo hanno delineato le accuse nei confronti dei tre indagati, ma hanno anche delineato i rapporti che correvano tra Kropyva e Kravchenko, con il primo che avrebbe “organizzato e coordinato i lavori di ristrutturazione nella casa in cui vive il Procuratore generale”, aiutato la moglie di Kravchenko a ottenere un visto per gli Stati Uniti e organizzato il viaggio dell’alto magistrato in Spagna e i festeggiamenti per il suo compleanno a Madrid.

L’ex Procuratore generale si era difeso, arrivando persino ad accusare i magistrati anti-corruzione di aver diffuso la fotografia di una cassaforte contenente grandi quantità di denaro in contante che nulla avrebbe avuto a che fare con l’inchiesta: “Le conversazioni sono semplicemente conversazioni – aveva scritto Kravchenko su Telegram -, così come la foto della cassaforte con i soldi è solo la foto di una cassaforte con dei soldi, che non ha alcun rapporto né con me né con la procura ma è soltanto, secondo quanto affermato dagli avvocati, una fotografia tratta da un altro procedimento penale”.

Nelle intercettazioni lette in aula il nome di Kravchenko compare anche quando Kropyva parla del proprio ruolo all’interno dell’Ufficio del procuratore generale e dei rapporti con gli altri vice: secondo i magistrati della Sapo, questi elementi mostrerebbero come Kropyva fosse in grado di intervenire nella gestione dei procedimenti sui call center e di coordinarsi con altri dirigenti dell’Ufficio. Accusa che Kravchenko ha negato fino a poche ore prima di rassegnare le dimissioni.

L'articolo Ucraina, inchiesta sui finti call center: si dimette Kravchenko, il Procuratore generale scelto e nominato da Zelensky proviene da Il Fatto Quotidiano.

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