Tutti i motivi del boom dei SUV elettrici tra le famiglie italiane

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Fino a qualche anno fa era una scelta di nicchia, riservata a chi poteva permettersi di scommettere su una tecnologia ancora acerba; oggi, il SUV elettrico è diventato qualcosa di molto più accessibile per tantissime persone. Sempre più persone decidono di abbandonare il vecchio SUV diesel o benzina e passare all’elettrico. Non per ideologia o per moda: semplicemente per una valutazione dei pro e dei contro. Ma cos’è che rende un SUV elettrico adatto – o meno – alla vita reale di una famiglia?

Il nodo dell’autonomia, finalmente sciolto

Per anni il principale freno all’acquisto di un’auto elettrica è stato il timore di restare a piedi lontano da casa. Un timore comprensibile, ma sempre meno fondato. I SUV elettrici di nuova generazione percorrono infatti tra i 500 e i 600 km con una singola carica nel ciclo WLTP. Tale autonomia permette di coprire con ampio margine le esigenze di oltre due terzi delle famiglie italiane. E significa che, nella maggior parte dei casi, l’auto elettrica non va ricaricata ogni giorno.

Ricaricare in viaggio? Meno complicato di quanto si pensi

Spesso il momento della ricarica è l’aspetto che spaventa di più chi non ha ancora guidato un’auto elettrica. In realtà, per una famiglia in viaggio, una sosta di 20 minuti alla colonnina coincide in modo naturale con la pausa per sgranchirsi le gambe, prendere il caffè in autogrill o cambiare il pannolino. Non si tratta dunque di tempo perso, poiché ci si sarebbe comunque fermati.

Non solo: i SUV elettrici più avanzati oggi supportano ricariche rapidissime grazie all’architettura a 800V. Per esempio, la smart #5 è equipaggiata con una batteria da 100 kWh che consente una ricarica dal 10 all’80% in circa 15 minuti alle colonnine ad alta potenza. E anche l’autonomia dichiarata (fino a 590 km WLTP) rende ogni tipo di timore un pregiudizio da aggiornare.

Spazio, praticità e dettagli che fanno la differenza

Un altro dei malintesi più diffusi è che le auto elettriche siano per forza compatte. In realtà, i SUV elettrici di segmento medio-grande hanno dimensioni generose, con abitacoli spaziosi e bagagliai che reggono il confronto con qualsiasi station wagon tradizionale: si tratta di bagagliai particolarmente capienti, con la possibilità di ampliare ulteriormente lo spazio a disposizione abbattendo i sedili posteriori.

E non mancano i dettagli che fanno la differenza, sia in viaggio che nella vita di tutti i giorni. I sistemi di navigazione integrano automaticamente le soste di ricarica nel percorso, calcolando i tempi in base all’autonomia residua; le telecamere a 360° sono un dettaglio molto apprezzato in un SUV di grandi dimensioni, soprattutto nei parcheggi dei centri commerciali o davanti alla scuola; a tutto questo, si aggiunge spesso un vano anteriore supplementare – il cosiddetto frunk – utile per riporre i cavi di ricarica e tenere il bagagliaio principale libero.

Quanto costa davvero un SUV elettrico sul lungo periodo?

Il prezzo di listino di un SUV elettrico è ancora superiore rispetto a un equivalente a benzina o diesel. Tuttavia, il confronto va fatto sull’arco di almeno tre o quattro anni. Ricarica domestica notturna, manutenzione ridotta, esenzione dal bollo, accesso libero alle ZTL e incentivi statali (come quello per l’installazione delle colonnine domestiche) sono fattori che erodono progressivamente la differenza iniziale, fino a ribaltarla.

Sul lungo periodo, tutti questi elementi – oltre al risparmio annuo sul costo del carburante – rendono l’elettrico non solo la scelta più green, ma spesso anche la più economica.

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