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Tra conflitti, rivendicazioni di sovranità e cambi di nome unilaterali, Donald Trump interviene anche sul futuro delle due Irlanda. Nel corso del suo viaggio nello Stato membro dell’Unione europea, il presidente americano ha tenuto una conferenza stampa con il primo ministro Micheál Martin auspicando la riunificazione con l’Irlanda del Nord, parte della Gran Bretagna. Sarebbe “fantastico”, ha dichiarato il capo della Casa Bianca non tenendo di conto della stagione delle violenze che hanno dilaniato il Paese.
Trump ha semplicemente affermato di “desiderare molto” un’Irlanda “unita” e che “prima o poi succederà“: “Penso che sarebbe fantastico, come potrebbe essere una cosa negativa?”, ha detto, rispondendo alla domanda di un giornalista che gli ha chiesto una sua opinione in merito all’unificazione. “Mi piacerebbe vederla unificata – ha poi aggiunto – Prima o poi succederà. Qui c’è l’uomo giusto per far partire il processo. Credo che sarebbe una cosa fantastica, penso che il Regno Unito avrebbe qualcosa da ridire al riguardo, ma ritengo che sarebbe un’ottima cosa. Come potrebbe essere un male?”.
Parole, quelle del tycoon, che hanno richiesto l’intervento del primo ministro britannico, Andy Burnham, che attraverso un suo portavoce ha fatto sapere che la posizione del governo di Londra non è cambiata rispetto agli Accordi del Venerdì Santo che pose fine a circa 30 anni di conflitto in Irlanda del Nord: “Li rispetteremo al 100%”, ha precisato. Un eventuale referendum sulla riunificazione, il cosiddetto ‘border poll‘, spetta al segretario per l’Irlanda del Nord “quando ci sarà un chiaro consenso nel Paese”, ovvero quando l’opinione pubblica sarà cambiata al punto da rendere necessario prendere in considerazione la consultazione, hanno poi aggiunto dall’ufficio del premier.
Ma le dichiarazioni del presidente americano, seppur lontane dal concretizzarsi, hanno comunque scatenato la reazione degli Unionisti nordirlandesi che le hanno condannate: “Il presidente Trump sa meglio di molti altri che le elezioni contano – ha scritto su X il leader del Dup Gavin Robinson – Il futuro costituzionale dell’Irlanda del Nord sarà deciso dal popolo dell’Irlanda del Nord, non dai commenti provenienti da Londra, Dublino o Washington”. Ancora più duro il leader del Tuv Jim Allister: “Trump non è il primo presidente degli Stati Uniti a intromettersi in questioni che non lo riguardano – ha affermato – L’Irlanda del Nord non è una pedina nello scontro di Trump con il Regno Unito. Il nostro futuro costituzionale non dipende da lui né da qualsiasi altro dignitario straniero”. Il leader dell’Ulster Unionist Party, Jon Burrows, ha riconosciuto che Trump, “come chiunque altro al mondo, ha il diritto di esprimere la propria opinione sul futuro costituzionale di un altro Paese”, sottolineando però che “le uniche persone la cui decisione conta sono quelle dell’Irlanda del Nord. Questo è il principio del consenso, ora sancito dalla legge attraverso l’Accordo di Belfast. Sono convinto che siamo più sicuri, più protetti e più prosperi all’interno del Regno Unito, ed è lì che resteremo”.
L'articolo Trump in Irlanda auspica la riunificazione con Belfast: “Sarebbe fantastico”. Il premier britannico: “Contano gli accordi”. Ma gli Unionisti insorgono proviene da Il Fatto Quotidiano.





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