Trimestrali Apple e Palantir: conti record, ma i titoli scendono

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Le trimestrali di Apple e Palantir, pubblicate lunedì 2 novembre dopo la chiusura di Wall Street, hanno battuto le attese degli analisti. Apple ha registrato il miglior trimestre di settembre della sua storia. Palantir ha quasi raddoppiato i ricavi in un anno.

Eppure nel post market entrambi i titoli sono scesi di circa il 3%. Apple era già calata dell’1,8% durante la seduta, Palantir del 3,1%. In tutte e due le pagelle c’era un dato che riguarda i prossimi mesi, e il mercato ha guardato quello.

Trimestrale Apple: iPhone e Mac in crescita

È la prima trimestrale di John Ternus, amministratore delegato dal 1° settembre al posto di Tim Cook. Nel trimestre chiuso il 26 settembre Apple ha incassato 114,5 miliardi di dollari, il 12% in più di un anno prima. Gli analisti, secondo LSEG, si aspettavano 113,4 miliardi. L’utile per azione è stato di 2,10 dollari, contro 1,99 atteso.

L’iPhone, metà dei ricavi, è cresciuto del 17,5% a 57,6 miliardi. I Mac sono saliti del 23,7%, la Cina del 21%. Sono scesi invece l’iPad, del 10,4%, e indossabili e accessori, del 7,9%. La Cina, pur in forte crescita, è rimasta sotto le stime: 17,5 miliardi contro 18,75 attesi, secondo Yahoo Finance.

Per il trimestre di Natale Apple prevede ricavi in crescita tra il 7% e il 10%, sopra il 6% stimato dal mercato. Dovrebbe essere il trimestre migliore della sua storia. Nei conti appena pubblicati non c’è ancora l’iPhone Duo, il primo pieghevole, in vendita dal 23 ottobre a partire da 1.999 dollari.

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I servizi rallentano

I servizi comprendono iCloud, musica, video, App Store e i pagamenti di Google per essere il motore di ricerca dell’iPhone. Sono la parte più redditizia di Apple. Nel trimestre il margine lordo dei servizi è stato del 75,9%, quello dei prodotti del 37,2%.

I servizi hanno incassato 31,6 miliardi, il 9,8% in più. Secondo CNBC è la crescita più lenta dal 2022. Per Natale Apple prevede tra l’8% e il 9%, mentre gli analisti si aspettavano circa il 10,7%.

Il conto della memoria

Il motivo principale del calo è il margine lordo, cioè quanto resta su 100 dollari di vendite dopo i costi di produzione. Nel trimestre è stato del 47,9%, con circa un punto arrivato dai rimborsi dei dazi americani. Per Natale Apple prevede tra il 45% e il 46%, contro il 46,3% atteso.

Il peso maggiore è il costo dei chip di memoria. Ternus lo ha definito “senza precedenti” e prevede che salirà ancora dopo dicembre. La domanda dei centri dati per l’intelligenza artificiale ha fatto salire i prezzi per tutti. Apple ha alzato i listini di iPhone, Mac e iPad e avverte che a Natale le forniture di Mac e iPad saranno limitate.

C’è un paradosso. Apple è il gigante che spende meno per l’intelligenza artificiale. Nell’anno fiscale ha investito 9 miliardi in impianti e macchinari, contro i 12,7 dell’anno prima. Amazon nel 2026 ne spenderà circa 220. Il costo dell’AI però le arriva lo stesso, attraverso la memoria.

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Trimestrale Palantir: ricavi a +96%

Palantir vende software che organizza grandi quantità di dati e ci costruisce sopra applicazioni di intelligenza artificiale. Nel terzo trimestre i ricavi sono stati di 2,31 miliardi di dollari, il 96% in più di un anno prima. Le attese erano intorno a 2,18 miliardi. L’utile per azione rettificato è stato di 0,44 dollari, contro 0,41.

La crescita accelera da cinque trimestri: era del 63% un anno fa, poi 70%, 85% e 93%. Per la prima volta le aziende americane hanno portato più ricavi del governo americano: 984 milioni contro 953. I clienti esistenti spendono in media il 65% in più di un anno fa.

Anche i margini sono alti. Il flusso di cassa libero rettificato del trimestre è stato di 1,2 miliardi. Per il quarto trimestre la società prevede ricavi tra 2,649 e 2,653 miliardi, contro 2,46 attesi. La stima per l’intero 2026 sale a circa 8,53 miliardi.

Perché Palantir scende: i contratti

Il dato che ha pesato è il valore dei contratti firmati nel trimestre. È stato di 2,92 miliardi, il 6% in più di un anno prima. Nel trimestre di giugno la crescita era stata del 49%. I ricavi raccontano il presente, i contratti firmati una parte dei ricavi futuri.

Il direttore finanziario Dave Glazer ha spiegato che diversi contratti grandi sono stati firmati con durate più brevi del solito. Secondo la società si allungheranno nel tempo. È la versione dell’azienda, che andrà verificata nei prossimi trimestri.

C’è poi il resto del mondo. Le aziende fuori dagli Stati Uniti hanno portato 184 milioni, appena l’1% in più rispetto al trimestre precedente. Oltre l’80% dei ricavi di Palantir oggi arriva dall’America.

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Quanto costano Apple e Palantir

Usiamo il rapporto prezzo utili calcolato sugli utili attesi per il prossimo anno, dati stockanalysis alla chiusura del 2 novembre. Apple quota circa 36 volte, Palantir circa 82. Sugli utili già realizzati i multipli salgono a 38 e 126. Palantir vale in Borsa circa 59 volte i ricavi di un anno.

Con multipli così alti il mercato reagisce anche a piccole delusioni. Apple da inizio anno era salita di circa il 24%. Palantir è invece quasi ferma rispetto a fine 2025, dopo un anno molto volatile. A giugno era scesa fino a 106 dollari, a ottobre ha chiuso sopra i 209, lunedì a 178.

Chi vince e chi perde in Borsa

Il costo della memoria che pesa su Apple è un ricavo per chi la produce. I tre nomi principali sono Micron, Samsung e SK Hynix. Da inizio anno Micron è salita del 192%, SK Hynix del 115%, Samsung dell’83%. Micron resta però del 31% sotto il massimo di giugno, come buona parte del settore dei chip.

Apple resta in una posizione intermedia. Ha forti flussi di cassa e nell’anno ha riacquistato azioni proprie per 86 miliardi. Il rischio principale, indicato dalla stessa società, è il prezzo della memoria. Palantir rappresenta il caso opposto: crescita altissima, ma una valutazione che lascia poco margine a qualsiasi rallentamento.

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