Trenitalia cancella i Carnet Smart, rincari fino al 126%. Pendolari in rivolta e interrogazioni a Salvini

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Pendolari in rivolta e interrogazioni parlamentari annunciate al ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Perché da novembre Trenitalia cancella il Carnet Smart, dieci viaggi in trenta giorni sui treni dell’Alta Velocità, dal lunedì al venerdì, a prezzi agevolati. Una decisione che interessa soprattutto i tanti lavoratori che alternano presenza in ufficio e smart working. Sulle tratte Torino-Milano, Bologna-Milano e Roma-Napoli il carnet costa 139 euro, 13,90 a viaggio; sulla Firenze-Bologna 99. Ma a meno di non effettuare una ventina di tratte al mese, toccherà sborsare di più o trovare un’alternativa.

Sulla Torino-Milano il nuovo abbonamento mensile scenderà da 374 a 294 euro, ma ogni prenotazione costerà 2 euro. Cinque viaggi, per dieci tratte tra andata e ritorno, oggi acquistabili a 139 euro, con l’abbonamento costerebbero 314 euro: 175 euro in più (+126%). Con dieci viaggi si passerebbe da 278 a 334 euro, +56 euro. Senza Carnet Smart, denuncia il Comitato Pendolari Alta Velocità Roma-Napoli, chi non acquista l’abbonamento potrebbe pagare circa 48 euro a viaggio a tariffa piena, contro i 13,90 euro a tratta del carnet. “Non si può chiedere ai lavoratori di moltiplicare per tre o quattro il costo della propria mobilità semplicemente per continuare a recarsi al lavoro”, scrive il Comitato sui social, chiedendo il ripristino o un’alternativa equivalente.

C’è già chi minaccia di passare alla concorrenza. Nelle chat dei pendolari circolano reclami a Trenitalia e inviti a rivolgersi all’Antitrust. Perché, si legge sui social, “cancellano la sola tariffa flessibile per chi fa smart working o turni parziali”, e annuncia di rivolgersi alla concorrenza”. Sulla Torino-Milano, ad esempio, Italo offre dieci viaggi a 179 euro: 40 in più rispetto al vecchio carnet, ma meno dei 314 euro dell’abbonamento Trenitalia. Che diventa conveniente se i viaggi raddoppiano: con venti viaggi il nuovo abbonamento Trenitalia costa 334 euro contro i 358 di due carnet Italo. Su alcune tratte, però, la concorrenza non offre la stessa copertura e non manca chi si sente costretto a scegliere l’auto. Ci sono poi altri tipi di carnet che Trenitalia manterrà, ma la soluzione più economica è arrivata al capolinea.

Trenitalia difende la scelta: “Il nuovo modello di gestione degli abbonamenti mensili all’Alta Velocità, con una riduzione di 80 euro, si inserisce in un percorso di evoluzione dell’offerta commerciale volto a rispondere alle mutate esigenze di mobilità dei clienti e a un utilizzo più efficiente dei posti disponibili sui treni”. Il Carnet Smart, spiega l’azienda, arrivò dopo la pandemia per il lavoro agile. Ora vuole contrastare anche le prenotazioni non utilizzate che, dice, sottraggono posti. I 2 euro saranno rimborsati annullando il viaggio prima della partenza. E sulla Napoli-Roma, scrive Trenitalia in una nota, “chi fa trenta viaggi risparmierà 20 euro rispetto al vecchio abbonamento”. Di altro avviso alcuni parlamentari. Marco Grimaldi (Alleanza Verdi e Sinistra) denuncia una “mossa classista e ambientalmente scellerata” a danno di studenti e precari e annuncia un’interrogazione a Salvini. Anche Raffaella Paita e Ivan Scalfarotto (Italia Viva) interrogheranno il ministro: “Chi si sposta per motivi professionali non può essere costretto a quadruplicare la spesa con abbonamenti mensili da oltre 400 euro o a pagare i viaggi a tariffa piena”.

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