Tre film difficili, compresa l’anteprima italiana ‘Good luck, have fun, don’t die’

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In una Londra attuale e frettolosa, dagli scavi edilizi per le fondamenta di nuovi palazzi sbuca un grosso ordigno inesploso della Seconda Guerra Mondiale, per il quale verrà chiamato un maggiore dell’esercito britannico esperto di disinnesco bellico, e con lo sguardo da duro di Aaron Taylor-Johnson. In Fuze – Conto alla rovescia, del britannico David Mackenzie, questo sarà soltanto l’innesco di un thriller ben più tentacolare, al quale partecipano in veste di rapinatori Theo James e Sam Warthington, fortunatamente a volte fuori dagli Avatar. Mentre a coordinare le operazioni di polizia Gugu Mbatha-Raw.

Il regista non aggiunge nulla tecnicamente o stilisticamente a una narrazione che fila liscia proponendo i giusti plot twist, neanche troppo stupefacenti. Con un onestissimo cast che avrebbe dato anche di più e la sua scrittura nella media Fuze si difende bene, sintetizza i fatti a un’ora e mezza dimostrando che si può raccontare ancora non all’infinito, come pratica odierna vorrebbe. Thriller estivo piuttosto basic tra resa ed emozioni rimediate, guardabile ma senza troppi entusiasmi, forse sarebbe consigliabile più ai neofiti del genere che ad esperti estimatori di grandi thriller a orologeria. Con i suoi 45 milioni di dollari in budget ne ha incassati per ora giusto 4, andamento commerciale un po’ fiacco che lo proietta forse come futuro film di cassetta.

Operazione delicata e ambiziosa invece Il Bacio della Donna Ragno del Premio Oscar Bill Condon. Nella versione 2026 rispetto al primo film del 1985 abbiamo al posto di Raoul Julia, Sonia Braga e William Hurt (che vinse l’Oscar come Miglior attore protagonista), un triangolo composto da Diego Luna, Jennifer Lopez e Tonatiuth. Nell’Argentina dei desaparecidos, un prigioniero politico e un ragazzo gay condividono la cella. Tra i racconti sognanti del secondo sulla sua star del cuore, interpretata da JLo, e le riluttanze del primo, il dramma dalle tinte politiche e sociali nato con il romanzo di Manuel Puig si sviluppa questa volta nel genere musical.

Non è bastata questa novità, magari anche un po’ forzata se pensiamo ai precedenti dell’autore Condon, che vanno da Chicago a The Greatest Showman passando per Chicago e Dreamgirls. Tutti importanti musical che hanno rilanciato il genere negli ultimi anni. Forzata perché il tema politico e drammatico si sposa con quello sui diritti per gli omosessuali, per i quali soprattutto in questo millennio sono stati girati moltissimi titoli, che oggi fanno apparire questo un po’ datato, sicuramente non dirompente com’era quaranta anni fa. Il risultato non è di altissima spettacolarità come i precedenti lavori del regista, e Lopez pur facendo il suo non brilla con il suo personaggio come dovrebbe. Vibranti Luna e il giovane Tonatiuth, ma questo non risparmia il flop che da oltreoceano arriva come una marea non buona. Anche questo destinato alle piattaforme potrebbe avere sorti migliori, ma in sala purtroppo ha fallito.

Chissà come andrà in Italia, in sala invece dal 25 giugno, Good luck, have fun, don’t die. Il suo regista, Gore Verbinski, è uno che ha girato Pirati dei Caraibi e The Ring, vincendo l’Oscar per la Migliore animazione con Rango. Un futuristico Sam Rockwell piomba in un diner americano farneticando di una imminente apocalisse ordita da una nuova AI. La soluzione sta nel manipolo di avventori volenterosi che riuscirà a mettere insieme per un’avventura totalmente folle, in forma e sostanza, per salvare il nostro mondo di adolescenti sottomessi allo scrolling più invasivo e agli adulti incapaci di contrastare il fenomeno.

Dietro una raccolta di stilemi presi un po’ dall’Esercito delle 12 scimmie, un po’ dai viaggi temporali di Terminator, ma pure certe atmosfere da quella spassosa e recente cornucopia di Everything Everywhere All At Once, o dal classico Brazil, c’è un bollino critico nei confronti del mondo attuale. Ma nulla di troppo impegnativo. Il protagonista poi ha lo stesso piglio folle che fu di Robin Williams in Jumanji.

Tutto questo ci fa molta simpatia e rende il film un’avventura sfrenata ed estrema. Fino a certi dettagli davvoro poco comprensibili né spoilerabili. Costato 20 milioni di dollari ne ha incassati nel mondo solo una decina, e procede il suo cammino come sarcastico e piroettante flop. Ma ad un altro splendido pazzo che è Rockwell non si può non voler bene e se lasciate fuori dal cinema tutte le cinture di sicurezza vi offrirà più di due ore di divertimento feroce e politicamente scorretto. #PEACE

L'articolo Tre film difficili, compresa l’anteprima italiana ‘Good luck, have fun, don’t die’ proviene da Il Fatto Quotidiano.

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