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“Non tutto si compra e non tutti si comprano. Noi non siamo in vendita, chi ci vuole comprare può dare 2 euro in edicola“. Marco Travaglio, a Otto e mezzo (La7), ribadisce la posizione del Fatto Quotidiano di fronte al tentativo di scalata di Leonardo Maria Del Vecchio, che attraverso la sua società LMDV Media punta ad acquisire il controllo della società editrice del giornale, Seif.
Il direttore del Fatto sceglie inizialmente l’ironia per commentare l’improvviso interesse del 31enne, quartogenito del fondatore di Luxottica e socio di Delfin. E cita l’episodio Le vacanze intelligenti, con Alberto Sordi e Anna Longhi, del film Dove vai in vacanza?: “Mi sento come la moglie di Alberto Sordi alla Biennale di Venezia, la buzzicona che si sdraia su una sedia per riposarsi i piedi gonfi. Arrivano dei turisti americani, la scambiano per un’installazione e la valutano 18 milioni. Quando torna Alberto Sordi, lei gli dice che volevano comprarla per 18 milioni e lui risponde: ‘Ma non saranno troppi?'”.
Poi la battuta sul repentino cambio di atteggiamento di Del Vecchio: “Questo improvviso amore per il Fatto non lo sospettavo, perché fino a tre giorni fa ci definiva ‘ratti del giornalismo’ e ‘Falso Quotidiano’. Adesso ha cambiato idea. Evidentemente vuole cambiarci la testata e chiamarci ‘Ratto Quotidiano’“.
Travaglio ribadiscequanto dichiarato dai soci fondatori nei giorni scorsi: “Questa è l’unica risposta che conta: noi soci fondatori, cioè io, Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Peter Gomez, Marco Lillo, Luca D’Aprile e Francesco Aliberti, non siamo interessati a cedere le nostre quote. Quindi, il suo tentativo di prendere addirittura l’82% del Fatto, per cambiare lo statuto e togliere il tetto del 17% per ogni azionista, è destinato a naufragare. Se vuole – continua – può comprare azioni in Borsa, dove c’è il 38% delle nostre azioni. Comunque il Fatto non è in vendita, il direttore del Fatto non è in vendita, i giornalisti del Fatto non sono in vendita. Il Fatto lo può comprare soltanto il lettore, pagando 2 euro in edicola oppure abbonandosi“.
La conduttrice Lilli Gruber chiede allora al direttore perché Del Vecchio voglia acquistare proprio il Fatto. “Questo non te lo so dire – risponde Travaglio – io non faccio processi alle intenzioni. Non so se c’è un improvviso innamoramento oppure se lui, o qualcuno intorno a lui, decide di fare un’azione di disturbo nei nostri confronti, per destabilizzarci e screditarci. Mi giungono tante voci, le prendo per quelle che sono, cioè delle voci. L’importante è che noi abbiamo detto che non vendiamo il Fatto e quindi resterà uno dei pochissimi quotidiani senza un padrone, che ha come unici compratori i suoi lettori e i suoi abbonati”.
Del Vecchio, intanto, non ritira la proposta. Ha chiesto un incontro al consiglio di amministrazione di Seif e ha su X ha invitato formalmente Travaglio a un confronto pubblico sui rispettivi piani industriali. Gruber chiede al direttore se è disponibile, proponendo di ospitare entrambi a Otto e mezzo.
La risposta di Travaglio è negativa: “È una questione molto seria, qui c’è di mezzo la Borsa, ci sono di mezzo i risparmiatori. Ogni parola che si dice sposta il titolo. Se ci saranno incontri, avverranno ovviamente nelle sedi ufficiali, con i rappresentanti e i manager dell’azienda”.
E aggiunge: “Certamente questa storia non può trasformarsi in un Bagaglino, in un circo Barnum o in un talk dove si chiacchiera del più e del meno. Quindi, escludo che questo incontro possa avvenire da te, mi dispiace Lilli, ma non è uno spettacolino“.
L'articolo Travaglio a La7 : “Confronto pubblico con Del Vecchio? Non siamo al Bagaglino o al circo Barnum. Il Fatto e i suoi giornalisti non sono in vendita” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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