Subacquei morti alle Maldive, le grotte di Alimathà sono un tesoro naturale: canali, coralli e ricca fauna. Ecco perché sono così amate

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Hanno i fondali più spettacolari dell’Oceano Indiano e canali naturali che collegano la laguna interna al mare aperto: è quanto hanno da offrire le grotte di Alimathà, l’isola nell’arcipelago delle Maldive situata nell‘atollo di Vaavu dove, tra la bellezza naturale – e come mostrato in foto da The Edition hanno perso la vita i 5 subacquei italiani per i quali ora sono in corso le operazioni di recupero.

Non è un caso che l’isola sia la meta preferita dagli immersionisti: raggiungibile in un’ora di motoscafo da Malè, è interamente circondata da una ricca barriera corallina che scende nelle profondità per circa 13-14 metri. Il vero punto di forza si trova però proprio nell’atollo Vaavu – o Felidhoo Atoll – dove sono presenti i cosiddetti “kandu“, i canali di collegamento tra laguna e mare aperto che generano correnti che attirano una moltitudine di specie marine. Tra la fauna sono presenti anche squali grigi di barriera, squali pinna bianca, squali nutrice, aquile di mare, barracuda, tonni, mentre in alcuni periodi dell’anno è possibile incontrare mante e squali martello.

Ma è nei grandi anfratti corallini che si nasconde la bellezza: le “grotte” di Alimathà sono piene di tunnel e passaggi naturali, un vero tesoro per gli appassionati di immersioni. Degno di nota è Fotteyo Kandu, il più famoso sito di immersione dell’isola con le sue pareti ricoperte di coralli molli, canyon e cavità dove sguazzano una grande varietà di pesci tropicali.

Per le immersioni è consigliabile il periodo compreso tra novembre e aprile: condizioni stabili del mare e maggiore visibilità sono gli alleati migliori per un’escursione in tutta sicurezza.

L'articolo Subacquei morti alle Maldive, le grotte di Alimathà sono un tesoro naturale: canali, coralli e ricca fauna. Ecco perché sono così amate proviene da Il Fatto Quotidiano.

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