Stop all’ampliamento degli impianti da sci del Terminillo: “Interventi ricadono in area di forte interesse naturalistico”

1 hour_ago 3
ARTICLE AD BOX

Le ruspe per sbancare la montagna sarebbero dovute arrivare nella primavera del 2025. Ma non si sono viste. Una storia infinita, quella del Terminillo, iniziata nel 1934 grazie a Benito Mussolini, desideroso di garantire la pratica dello sci alla borghesia – ricca, tendenzialmente – della Capitale. A partire dagli anni Ottanta, il lento declino, principalmente per la mancanza di neve. Poi, nel recente passato, i tentativi di rilancio del comprensorio. Che avevano preso un nome: TSM2, vale a dire Terminillo Stazione Montana 2. Cioè un progetto di ampliamento che prevede(va) dieci seggiovie, sette tapis-roulant, 37 chilometri di nuove piste, sette rifugi e due bacini per l’innevamento artificiale per un costo stimato, al ribasso, di 50 milioni di euro. Niente di tutto questo, al momento, si farà.

Lo ha deciso la Regione Lazio. Come? Negando la richiesta di proroga – di altri cinque anni – per la realizzazione del progetto (il punto più importante: trovare 30 milioni di euro dai privati). A scriverlo è il quotidiano online L’Altra Montagna. Nella nota della Regione si legge: “Non è possibile confermare la validità del parere di valutazione di incidenza prot. n. 1158454 del 31/12/2020”. La ragione? “Il mutato quadro conoscitivo rende necessaria una nuova valutazione”. Nello specifico “il nuovo, significativo set di dati e le elaborazioni cartografiche rafforzano la rilevanza naturalistica del comprensorio del Monte Terminillo ed evidenziano la circostanza che gli interventi previsti dal progetto sciistico ricadano in ambiti di forte interesse naturalistico, in quanto habitat riproduttivi e/o trofici di specie di interesse unionale”. Di fatto, dunque, la Valutazione di impatto ambientale non è più valida.

TMS2, nel 2020, aveva ottenuto la pronuncia favorevole dai tecnici. La stessa Regione Lazio, quando c’era Nicola Zingaretti, non si era mai opposta al progetto. Anzi, alla fine del 2021 aveva trovato la copertura di 20 milioni di euro. A fronte di un documento che definire ottimistico era – ed è tuttora – un eufemismo: tra i 260mila e i 310mila sciatori ogni inverno. E 4.500 posti di lavoro. Dando per scontati inverni molto nevosi e una larga fetta della clientela che molla Ovindoli e Campo Felice per la nuova destinazione. Chi negli anni si è battuto perché il TSM2 non partisse, ora esulta. Si tratta principalmente di Wwf, Cai, Lipu, Salviamo l’Orso, Mountain Wilderness e Italia Nostra).

Nel loro comunicato, Wwf Lazio, Salviamo l’Orso e Mountain Wilderness auspicano che il progetto venga archiviato definitivamente. “Era nato fallimentare e gestito con supponenza velleitaria da amministratori poco inclini al confronto nel merito – scrivono – il tempo e i fatti hanno mostrato come un conto è promettere 20 milioni di finanziamento pubblico da elargire per consulenze, progettazioni e prebende, un altro è far decollare un progetto imprenditoriale che – attese le sue dimensioni spropositate, utili solo per la propaganda – avrebbe avuto necessità di partner privati disposti a rischiare sul progetto 80 milioni di euro aggiuntivi: come era prevedibile nessuno si è fatto avanti e non si è superata la fase della propaganda politica per entrare nel mondo della economia reale”. E ancora: “Si tratta del riconoscimento dell’ennesima lezione di saggezza della Natura, che ha continuato in questi anni ad arricchire il Terminillo dotandolo di una crescente biodiversità; lezione che induce ad operare per un futuro contraddistinto da uno sviluppo realmente sostenibile, che non significa rinuncia o austerità̀, ma crescita sociale ed economica attraverso una vita più sana, serena, partecipata ed equa per tutti”.

Mail: a.marzocchi@ilfattoquotidiano.it
Instagram

L'articolo Stop all’ampliamento degli impianti da sci del Terminillo: “Interventi ricadono in area di forte interesse naturalistico” proviene da Il Fatto Quotidiano.

read-entire-article