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Dalla mezzanotte di ieri la Spagna ha ripristinato controlli a campione sui viaggiatori provenienti dall’Italia. Una mossa che era stata annunciata dal governo Sanchez, in ritorsione alle misure analoghe prese da Roma dopo la crisi migratoria di Ceuta. Non si segnalano file o disagi particolari per i connazionali (i controlli a campione vengono effettuati sul 5-15% dei passeggeri), ma la Farnesina ha rafforzato l’assistenza consolare. I controlli, a meno di novità, resteranno in vigore fino al 7 settembre.
“Le persone sono preoccupate per i tempi di attesa. Non sono tanto d’accordo con questa cosa“, commenta un passeggero in partenza da Fiumicino. “Per quanto mi riguarda nessuna preoccupazione. Sono cittadina europea, quindi per me il problema è veramente limitato. Ci impiegheremo un po’ più di tempo, bisognerà avere più pazienza, sicuramente, però nessun problema“, è invece il parere di una connazionale all’aeroporto. “Sembra di tornare indietro nel tempo, invece di aprire le frontiere, si parla ancora di frontiere chiuse“, riflette un altro viaggiatore.
Le operazioni di identificazione sono un effetto della sospensione temporanea del Trattato di Schengen. I controlli infatti vengono effettuati all’uscita dell’aeromobile, nel finger, il cosiddetto “dito”, di fatto senza deviare il flusso di viaggiatori verso le consuete aree di controllo di frontiera esterne. O in alternativa, direttamente sulla pista, subito sotto le scalette che portano i passeggeri a terra, come spiegato sabato da fonti del Ministero dell’Interno. Solo nella giornata di ieri, sabato 8 agosto, nell’insieme degli aeroporti iberici sono arrivati poco più di 250 voli dall’Italia, 64 solo allo scalo di Madrid Barajas.
L'articolo Spagna, le immagini dei passeggeri italiani controllati e identificati appena scesi dall’aereo: ecco come funziona proviene da Il Fatto Quotidiano.




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