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Oltre le apparenze, oltre le dichiarazioni di principio, oltre i report patinati. Il titolo scelto per l’edizione 2026 del Salone della CSR e dell’innovazione sociale suona quasi come una provocazione, in una stagione in cui la sostenibilità sembra aver perso slancio: si ritirano gli impegni, gli investimenti rallentano e il dibattito si polarizza. “È un invito – precisa Rossella Sobrero coordinatrice del Salone – a cambiare prospettiva, superare le apparenze e valorizzare il confronto. Detto in altre parole: passare dal racconto ai fatti”.
Dal 6 all’8 ottobre l’Università Bocconi di Milano, nell’edificio Grafton di via Roentgen, diventa per tre giorni la piazza della responsabilità sociale italiana. Il Salone è promosso da Università Bocconi, Sustainability Makers, Global Compact Network Italia, ASviS, Fondazione Sodalitas, Unioncamere e Koinètica. Gli incontri si svolgono in contemporanea su quattro piazze e tre sale seminariali. I protagonisti sono 254 organizzazioni: imprese, realtà del terzo settore e pubbliche amministrazioni. La formula non cambia: dialogo tra mondi che di solito si parlano poco. L’ingresso è gratuito, con registrazione sul sito del Salone.
Il programma segue sei direttrici: vivere la comunità, gestire le organizzazioni, ridisegnare le relazioni, rigenerare il pianeta, ripensare la finanza e rinnovare il mondo dello sport. Sono sei verbi d’azione, e non è un caso. La responsabilità d’impresa non si misura più sulla quantità di buone intenzioni, ma sulla capacità di cambiare processi, prodotti e relazioni.
Si comincia martedì 6 ottobre con Giusy Versace, atleta paralimpica e testimone di cosa voglia dire, concretamente, andare oltre i limiti. L’apertura vede fra gli altri la partecipazione di Paolo Magri, direttore di Ispi; Francesco Morace fondatore di Future Concept Lab e il rettore della Bocconi Francesco Billari. Nello stesso pomeriggio si assegna la quinta edizione del Premio per l’Impatto. Molti gli spunti nei tre giorni. Gli Expert Café della pausa pranzo mettono a confronto docenti universitari e pubblico. Gli incontri Meet the CSR Leaders offrono a studenti e giovani professionisti la possibilità di confrontarsi con i responsabili della sostenibilità delle grandi aziende. Con l’installazione Vox Pop IA l’intelligenza artificiale raccoglie le opinioni dei visitatori, mentre il collettivo artistico Orticanoodles realizza dal vivo un’opera destinata a una scuola.
Un filo conduttore attraversa il Salone: le nuove generazioni. Il 7 ottobre si presenta l’Osservatorio Giovani & Sostenibilità di Angelini Industries, curato da CSA Research. Ne discutono imprese, università e rappresentanti degli studenti. Il tema è il divario tra la consapevolezza dei giovani sull’urgenza della transizione e la loro difficoltà a percepirne la concretezza nella vita di ogni giorno. È anche una questione di fiducia: i giovani scelgono dove lavorare, cosa comprare e a chi credere in base alla coerenza tra ciò che un’azienda dice e ciò che fa.
Ed è proprio la coerenza tra parole e fatti il tema dell’appuntamento che chiude il Salone. Giovedì va in scena la XXIII edizione del Premio Areté, il riconoscimento per la comunicazione responsabile con Forbes Italia e Fondazione Cariplo. La giuria è presieduta dal Rettore della Bocconi Francesco Billari. In finale ci sono 18 progetti in sei categorie: comunicazione d’impresa, pubblica, finanziaria, sociale, interna e media. Dopo oltre vent’anni di racconto della responsabilità d’impresa, Areté guarda avanti con Areté AI, il progetto dedicato alla comunicazione responsabile al tempo dell’intelligenza artificiale. Perché andare oltre, oggi, vuol dire anche questo: garantire che la tecnologia che scrive, seleziona e amplifica i messaggi resti al servizio della verità e delle persone.
L’articolo Sostenibilità, è il momento dei fatti: a Milano tre giorni per capire cosa stanno facendo davvero le aziende è tratto da Forbes Italia.






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