Sono tornati i virologi, come le trachiulelle e i peperoni sotto aceto

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Nella dieta dell’entroterra meridionale l’inverno è salutato con particolare gioia per un piatto che amiamo e temiamo: le trachiulelle – costolette di maiale cioè – passate in padella e accompagnate da peperoni in agro, conservati gelosamente per mesi sotto vetro.

Ieri, rivedendo la gran quantità di virologi chiamati a valutare il rischio dell’hantavirus, questa nuova e purtroppo pericolosa insidia per la nostra salute, ho immaginato che la virologia fosse tema così prossimo alla nostra esistenza e – al pari dei peperoni sotto aceto – chiamata come un sol uomo ad essere disponibile nell’offrire ogni ragguaglio. A dare soccorso, consiglio, e ogni valutazione (e anche ogni preoccupazione) per una malattia che abbiamo conosciuto nella sua drammatica letalità solo qualche anno fa.

Abbiamo rivisto volti conosciuti e un po’ dimenticati, e – più di ogni altro dettaglio – a me sono saltate all’occhio cose davvero trascurabili, di cui mi scuso se poco appropriate, come i nuovi tagli dei capelli, le diverse tinture perchè l’età è da adulti piuttosto attempati e purtroppo le rughe che accompagnano sia loro che noi nel tragitto, accidentato ma sperabilmente più tranquillo, della vita senza virus.

L'articolo Sono tornati i virologi, come le trachiulelle e i peperoni sotto aceto proviene da Il Fatto Quotidiano.

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