“Sono il comandante, sto male. Condurrò l’aereo fino al gate e poi andrò in ospedale”: scatta l’emergenza in volo

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Un volo Delta diretto a Boston ha dovuto cambiare rotta dopo che il comandante ha accusato un malore durante il viaggio e ha chiesto di poter atterrare al più presto. A ricostruire l’episodio è il New York Post, secondo cui il volo 437 di Delta Air Lines, partito dall’aeroporto internazionale di Los Angeles (LAX) e diretto a Boston, trasportava 147 passeggeri a bordo di un Boeing 757.

Durante il volo, il comandante ha contattato i controllori di volo per comunicare che aveva bisogno di assistenza medica. La situazione ha portato l’equipaggio a scegliere Detroit come aeroporto di destinazione per l’atterraggio d’emergenza. Il pilota ha spiegato direttamente ai controllori cosa stava accadendo: “Sono il comandante. Sono io quello che sta male. Condurrò l’aereo fino al gate e poi devo andare in ospedale”. La torre di controllo ha quindi indicato all’equipaggio il percorso più rapido per raggiungere il gate: “Delta 437, potete prepararvi a uscire dalla pista a Yankee Two. È la via più rapida per raggiungere il gate”. Non è stato reso noto quale fosse il problema medico accusato dal comandante.

Dopo l’atterraggio al Detroit Metropolitan Wayne County Airport, il comandante ha lasciato l’aereo per ricevere assistenza medica. Delta ha quindi fatto intervenire un pilota sostitutivo, e ha permesso al Boeing 757 di riprendere il viaggio verso Boston. Il volo è arrivato a destinazione con circa 90 minuti di ritardo. La compagnia aerea si è scusata con i passeggeri, senza però fornire informazioni sulle condizioni del comandante: “Ci scusiamo con i nostri clienti per questo inconveniente che ha interrotto il loro viaggio”, ha dichiarato Delta in una nota, secondo quanto riportato dalla CBS News e dal New York Post.

La procedura corretta

L’episodio è stato commentato anche da Matthew “Whiz” Buckley, ex pilota militare e pilota di linea, secondo il quale l’equipaggio avrebbe gestito l’emergenza seguendo le normali procedure. Buckley ha spiegato che, quando uno dei piloti non è impegnato direttamente ai comandi, è proprio lui a occuparsi delle comunicazioni, così da permettere all’altro di concentrarsi completamente sulla conduzione dell’aereo: “Sugli aerei di linea, se non sei tu a pilotare, sei tu a parlare, perché questo permette, in questo caso, al primo ufficiale di concentrarsi esclusivamente sul pilotaggio dell’aereo. Quindi sì, ha perfettamente senso che fosse lui a comunicare”, ha detto Buckley.

L’ex pilota ha inoltre sottolineato che, se un membro dell’equipaggio non è in condizioni di continuare a lavorare, la scelta più sicura è quella di raggiungere l’aeroporto più vicino e permettergli di ricevere assistenza medica, ed è proprio quello che è accaduto sul volo Delta 437.

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