ARTICLE AD BOX
Ecco la ricetta della destra per aumentare i rimpatri volontari: al Senato è stato inserito un emendamento al decreto sicurezza che prevede un compenso economico anche per l’avvocato che offre consulenza legale e informazioni al migrante che presenta domanda di rimpatrio volontario. In altre parole, arriva una sorta incentivo alla remigrazione. A presentare e approvare l’emendamento è stato il centrodestra unito e nel testo si fa riferimento anche ad accordi da stipulare “con il Consiglio nazionale forense” (Cnf), cioè con l’organo istituzionale di rappresentanza degli avvocati, che avrà un suo ruolo nei contributi economici da pagare ai legali. L’emendamento scatena immediatamente le proteste dei partiti di opposizione e addirittura provoca l’intervento dello stesso Cnf che sottolinea di “non essere mai stato informato di tale coinvolgimento” e chiede al Parlamento di eliminare la norma.
Cosa prevede l’emendamento
L’emendamento introduce l’articolo 30-bis al decreto, modificando il Testo unico dell’immigrazione del 1998 e i suoi programmi di “rimpatrio assistito”. Con la modifica, scatta un compenso al legale della stessa misura del contributo economico oggi previsto per il migrante, che al momento è pari a 615 euro. E sarà riconosciuto “ad esito della partenza dello straniero“. Nel testo sono indicate anche le misure stanziate: 246mila euro per il 2026 e 492mila euro per il 2027-2028, tratti dai Fondi di riserva del Ministero dell’economia. Nella relazione illustrativa dell’emendamento sono riportati anche i dati del ministero dell’Interno per cui nel triennio 2023-2025 sono stati circa 2500 i cittadini stranieri che hanno chiesto e aderito ai rimpatri volontari assistiti, in media 800 l’anno. In base al nuovo testo i programmi di “rimpatrio assistito” non andranno più concordati solamente con le organizzazioni internazionali e le associazioni che si occupano di migranti ma anche con il Consiglio nazionale forense: sarà questo organismo a corrispondere il compenso al legale al termine della pratica, con fondi messi a disposizione dallo Stato.
La posizione del Consiglio nazionale forense
Ma è lo stesso organo di rappresentanza degli avvocati a prendere le distanze dalla norma, disconoscendone il contenuto. “Il Cnf precisa di non essere mai stato informato di tale coinvolgimento: né prima della presentazione dell’emendamento, né durante il suo iter parlamentare, né dopo la sua approvazione”, si legge in una nota del Consiglio nazionale forense che quindi “chiede che il Parlamento intervenga per eliminarne ogni coinvolgimento, sottolineando che le attività previste non rientrano tra le proprie competenze istituzionali“.
Le opposizioni all’attacco
A chiedere al Cnf di intervenire per chiarire la sua posizione era stato il capogruppo di Avs nella commissione Giustizia della Camera, Devis Dori che ha definito questa norma “inaccettabile”: “Sarebbe molto grave se un organismo istituzionale che rappresenta l’avvocatura si mettesse a disposizione di politiche restrittive che comprimono i diritti dei migranti, motivo per il quale dubito che questo accordo ci sia e probabilmente è il frutto di qualche ricostruzione da parte del governo che pensa di utilizzare l’avvocatura a propri fini”. Quanto previsto dal testo è “gravissimo”, sottolinea anche Debora Serracchiani, responsabile Giustizia nella segreteria nazionale Pd: “Un incentivo per gli avvocati alla remigrazione dei loro assistiti. Avvocati che, al contrario, perderanno il patrocinio a spese dello Stato nel caso in cui i i migranti facciano ricorso contro l’espulsione. Una vergogna normativa – sottolinea l’esponente dem – che lede la stessa dignità dei professionisti e rispetto alla quale, mi auguro, che l’avvocatura faccia sentire la sua voce. È l’ennesimo decreto che serve solo a reprimere e togliere diritti e che tutto fa, tranne la sicurezza – conclude – perché l’obiettivo è solo fare propaganda e creare allarme. Governare sulla base della paura per questo governo è il solo e unico obiettivo”.
M5s: “Ennesima violazione dello stato di diritto”
Per la senatrice del M5s, Alessandra Maiorino questa norma “di fatto mina la libertà dell’avvocatura, come ha sottolineato l’Organismo congressuale forense, in quanto la retribuzione è subordinata all’esito della pratica. Ma soprattutto si tratta dell’ennesima violazione dello stato di diritto che nasconde, neanche troppo bene, un bieco tentativo di istituire una premialità per gli avvocati che rimpatriano i migranti. Tale misura – conclude – rischia di alterare le procedure riducendo ulteriormente gli spazi per una serena analisi della richiesta del migrante, sia essa di asilo o di rimpatrio. Le destre dimostrano ancora una volta di non avere il più elementare rispetto delle regole, del diritto internazionale e delle garanzie costituzionali”. Sulla stessa linea anche il segretario di +Europa, Riccardo Magi: “Siamo a un passo dall’Ice di Trump: la maggioranza ha infatti previsto un premio in denaro di 615 euro per quegli avvocati che fanno rimpatriare i loro clienti migranti. Praticamente una taglia tipo selvaggio West, dove i diritti sono calpestati e chi dovrebbe tutelare i diritti dei cittadini stranieri viene incentivato economicamente a non farlo. Totalmente incostituzionale, contrario al principio del giusto processo e totalmente contrario persino al codice penale, che punisce il patrocinio infedele per chi svolge la professione legale”, sottolinea Magi.
Le toghe di Area: “Mortificazione della funzione dell’avvocatura”
A contestare la norma anche il coordinamento nazionale di Area democratica per la giustizia, associazione della magistratura progressista: “Con l’emendamento si propone la modifica al testo unico sulla immigrazione e si prevede di fatto un incentivo economico per gli avvocati che facciano presentare ai loro assistiti domanda per il ‘rimpatrio volontario'”. “Ci pare la mortificazione della funzione dell’avvocatura che è la prima sentinella del diritto e dei diritti individuali – prosegue la nota – e non certamente un facilitatore delle politiche governative di remigrazione. Sicuramente l’avvocatura tutta farà sentire la sua voce, noi siamo dalla parte dei diritti e di chi li difende”, concludono.
L'articolo Soldi ai legali che convincono i migranti ad andarsene, gli avvocati italiani contro la maggioranza: “Eliminate la norma del Dl sicurezza che ci coinvolge” proviene da Il Fatto Quotidiano.




English (US) ·