Sinner, c’è un indizio per il rientro: è nell’entry list di Pechino. Il medico: “Il dolore è solo la punta del problema”

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Jannik Sinner è al lavoro per recuperare dal problema al ginocchio che non gli ha consentito di disputare gli Us Open. Per farlo al meglio ha scelto il J Medical di Torino. Intanto c’è un possibile indizio sul possibile rientro in campo: Sinner è infatti presente nell’entry list di Pechino, Atp 500 in programma dal 30 settembre. Il suo caso “ha riportato l’attenzione su una problematica dolorosa diffusa sia tra atleti che popolazione generale, sportiva e non: la tendinopatia. Questa condizione non è un semplice stato infiammatorio, ma un processo di alterazione e degenerazione delle fibre tendinee dovuto in particolare al sovraccarico meccanico continuo (‘overuse’), che può coinvolgere diverse strutture tendinee del nostro corpo come, nel caso di Sinner, uno dei tendini del ginocchio”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute il medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’UniSalento e segretario generale della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer).

Per comprendere il processo alla base delle tendinopatie “ricordiamo la ‘teoria dell’iceberg‘, la quale descrive come il dolore clinicamente avvertibile rappresenti solo la punta emergente del problema. La porzione sommersa, ben più rilevante, è costituita da microlesioni e degenerazione tissutale asintomatica accumulata nel tempo. Infatti, ogni tessuto ha una specifica finestra di tolleranza biomeccanica. Finché – osserva – gli stress meccanici rimangono all’interno di questa soglia viene mantenuto un equilibrio; quando i carichi superano in modo ripetuto questa soglia sicura, che naturalmente è diversa da persona a persona, si innesca la degenerazione tendinea“. Ma come si gestisce una tendinopatia? Bernetti spiega che “gestire una tendinopatia richiede di abbandonare la vecchia pratica del semplice riposo assoluto, combinando invece stimoli biochimici, fisici e meccanici mirati per rigenerare il tessuto e prevenire le recidive”, conclude il medico.

Sinner intanto non ha fretta: non vuole compromettere l’intera stagione e soprattutto non vuole rischiare un problema cronico da portarsi poi per l’intera carriera o per diversi anni. È la stessa metodologia applicata da Alcaraz, che ha preferito rimanere fermo per 4 mesi prima di tornare in campo. Al primo turno lo spagnolo ha battuto Safiullin in tre set, offrendo una prova solida e di grande concentrazione.

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