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Oltre il pallone cosa diavolo fanno, cosa pensano, cosa sognano? E soprattutto cosa amano? Vedono un film, leggono un libro, conoscono il mondo che non sia uno stadio? La vicenda dei calciatori che rimorchiano – diciamo così – le escort, nel senso che fanno l’amore pagano il corpo femminile, nel bisogno indistinto di acquistare ogni necessità e piacere, segna il livello narcotizzato di questi ragazzi.
C’è chi li porta a cena, chi li porta alla concessionaria per l’auto, chi li fa vestire, chi li fa dormire, chi li fa parlare, chi gli dice cosa dire e magari quando tacere. Questo plotone di umani un po’ interdetti, corpi destinati solo a sviluppi atletici, fa parecchio pensare e anche soffrire.
Naturalmente non tutti gli sportivi, e non tutti i campioni, possono essere ricompresi in questo cerchio di immaturi, di gente a cui i soldi non solo non fanno bene ma producono una plastificazione delle proprie capacità, una sorta di anestetico che li fa divenire over the top, nel meglio del peggio.
L’ultima inchiesta milanese sul giro milionario intorno all’amore di plastica racconta di questo esercito di amanti paganti, di maschi dal testosterone alto, incapaci di affrontare la vita, il piacere della conquista, e magari avventurarsi dentro i meandri del sentimento, della connessione emotiva, dell’amore con l’altro.
È difficile capire perché i soldi chiudano spesso le porte alla felicità e spesso offrano, a chi è in grado di averne in tasca tantissimi, soltanto soluzioni di secondo grado, dove la virtù dell’amore, e persino i suoi vizi, il piacere di coltivare il piacere debba essere considerato il circuito chiuso di una azione da fatturare, un incontro da gestire con il bonifico bancario.
Siete ricchi, ma siete tristi.
L'articolo Siete ricchi ma siete tristi: i calciatori e le escort, l’amore dietro bonifico proviene da Il Fatto Quotidiano.





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