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L’anello l’aveva infilato nel bagaglio a mano, per non rischiare. Peccato che, di tutto il resto, Alfie Learmouth non sia riuscito a salvare quasi nulla. Doveva essere il weekend più bello della sua vita: cinque giorni a Positano, sulla Costiera Amalfitana, per chiedere la mano di Jordan Bland, la compagna con cui sta da nove anni. È diventato, nelle sue parole, “una delle esperienze più stressanti che si possano vivere”. Lo riporta il Daily Mail.
Alfie, 27 anni, project manager nelle vendite e residente nell’est di Londra, aveva scelto con cura. Su Booking.com aveva trovato una villa privata, recensioni verificate, foto bellissime. Prenotato. Poi, qualche tempo prima della partenza, il messaggio del proprietario: serviva saldare l’intero importo con bonifico bancario.
Il campanello d’allarme è suonato subito. Per togliersi ogni dubbio, Alfie ha chiesto direttamente alla piattaforma, tramite Dot, l’assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale che si presenta come “ancora in fase di apprendimento”. La risposta è stata netta: sì, la struttura richiede il pagamento completo con bonifico prima dell’arrivo. Rassicurato, ha pagato.
La mattina della partenza, valigie pronte, taxi quasi chiamato, ecco la mail dell’host: impossibile ospitarvi, un tubo rotto ha allagato la casa. “In quel momento ho capito: era una truffa”, racconta Alfie.
Comincia la corsa contro il tempo. Telefonate a Booking.com, ricerca affannosa di un’altra sistemazione. E la prima reazione dell’operatore, ricorda, lascia di sasso: “Oh no, l’ha appena cancellata lei”. La piattaforma ha poi accettato di coprire il costo di un alloggio alternativo, ma la sfortuna non aveva finito.
L'articolo “Sì, deve pagare con bonifico”: il bot di Booking che ha fatto perdere migliaia di sterline a un futuro sposo. La vittima: “Ho capito solo dopo che era una truffa” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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