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L’immagine pubblica di Stephen Hawking, percepito universalmente come un genio benevolo e un eroe della resilienza, viene profondamente messa in discussione dalla nuova biografia autorizzata firmata da Graham Farmelo, Hawking: His Life and Work. Le testate britanniche Guardian e Telegraph, nell’analizzare il volume, evidenziano come la comunità scientifica abbia a lungo coperto le condotte scorrette e i difetti del fisico proprio in virtù della sua disabilità. Il commentatore del Guardian ricorda che, ancora nel 2018, la rivista New Scientist censurò una sua recensione critica perché giudicata inopportuna a pochi mesi dalla morte: “era troppo presto”.
L’infanzia, la diagnosi e il carattere
I tratti critici del carattere di Hawking sollevarono preoccupazioni già nell’ambito ristretto della famiglia. Farmelo riporta le parole del padre, Frank, convinto che il figlio si stesse trasformando “in un carattere egoista… come un ragazzino che prendeva tutto ma dava poco in ritorno”. Un giudizio netto confermato dalla sorella Mary, che nel libro lo definisce: “Una delle persone più egocentriche che abbia mai incontrato“.
Le testimonianze raccolte dalla biografia lo descrivono come un giovane studente che, a Oxford (dove gli amici lo soprannominarono “Moomin”), dedicava agli studi in media un’ora al giorno. Trasferitosi a Cambridge, il suo atteggiamento mutò in un’arroganza percepita come “fastidiosamente altezzosa”. Dopo le prime manifestazioni della sclerosi laterale amiotrofica (SLA), per scongiurare il terrore di danni cerebrali causati da una brutta caduta, lo studente prese l’abitudine di addormentarsi ascoltando una registrazione in loop della propria voce che ripeteva: “Sei un genio”.
I legami familiari “autoritari” e competitivi
La gestione dei rapporti privati fu contrassegnata da forti tensioni, acuite dal decadimento fisico dovuto alla malattia – definita dal Telegraph una “prigione orribile”. Nel commentare la cronaca coniugale con la prima moglie Jane, il Guardian sottolinea come le richieste “autoritarie” di Hawking, unite all’indifferenza per gli interessi della partner, ne abbiano progressivamente determinato l’isolamento.
Anche la madre Isobel nutriva forti dubbi. Nel 1970 appuntò nel suo diario una riflessione sulla coppia, documentata nel libro: “Non so se la faccenda Stephen-Jane sia una felice sfida al destino, o una finzione innaturale, se ci sia un valore reale in essa o solo un ostinato rifiuto di credere nella tragedia della vita”. La madre faticava inoltre a giustificare le maniere del figlio, spesso incline a ignorare chi lo circondava: “Suppongo che ciò che in altre persone sarebbe solo cattiva educazione, in lui sia scusabile come atteggiamento da grand’uomo”. La distanza emotiva colpiva anche i figli – con il più giovane che lo ha ricordato come “enormemente competitivo“, al punto da non lasciarli mai vincere ai giochi da tavolo – e il fratello adottivo Edward, il quale ammette: “Non mi sono mai sentito veramente vicino a Stephen… sembra molto freddo”. Il rapporto burrascoso con il padre viene liquidato dal biografo Farmelo come un totale “spreco d’amore”.
Furto di idee accademico e ritorsioni sui sottoposti
Il libro riconosce pienamente l’eccezionalità del traguardo scientifico di Hawking nell’aver intuito come la teoria di Roger Penrose sul collasso dei buchi neri potesse applicarsi, al contrario, al Big Bang. Farmelo afferma che proprio “la sua volontà invincibile, la sua resilienza e la sua forza d’animo hanno fatto di più per rendere possibile la sua straordinaria carriera”. Tuttavia, il Telegraph e il Guardian sottolineano le gravi e documentate scorrettezze etiche. Farmelo racconta come Hawking derise inizialmente la tesi del fisico Jacob Bekenstein sull’entropia dei buchi neri. Quando Hawking scoprì che la teoria era corretta, se ne appropriò pubblicamente, un gesto che “deluse alcuni amici di Stephen”.
L’uso della propria influenza accademica per stroncare le voci discordanti emerge nel caso di Andrew Farley: quando il giovane studente di dottorato trovò delle prove contrarie a una congettura di Hawking sulla perdita di informazioni nei buchi neri, Hawking tentò di farlo espellere dal programma di Cambridge. Il biografo annota che molti colleghi “credevano che i discorsi di Stephen fossero ‘tutti incentrati su di lui’ e che raramente desse molto credito pubblico ai suoi colleghi”. Il giornalista del Guardian aggiunge un proprio commento interpretativo sulle mancate denunce: i colleghi tacevano perché temevano di apparire “meschini”, e specificamente “meschini nei confronti di uno scienziato con una disabilità”.
Le incursioni teoriche al di fuori del suo campo di competenza (i buchi neri) generarono inoltre forti malumori. Il fisico Peter Higgs, ricordando i frequenti commenti mediatici di Hawking sulle particelle elementari, li bollò in passato come “stronzate totali”, aggiungendo: “Faceva dichiarazioni su cose di cui non aveva alcuna comprensione”.
Sessismo tollerato e frequentazioni controverse
L’analisi dei quotidiani fa emergere una sistematica tolleranza verso condotte sessiste. Farmelo documenta come Hawking costrinse i colleghi che avevano perso una scommessa scientifica con lui a tenere delle conferenze indossando magliette che ritraevano donne seminude. Per compiacere la sua ossessione per Marilyn Monroe, il suo entourage ingaggiò una sosia per cantargli “Happy Birthday” con “voce sussurrata“. Il giornalista del Guardian fa notare che ciò che il biografo descrive bonariamente come “flirtare” sarebbe stato valutato diversamente se Hawking non fosse stato costretto su una sedia a rotelle.
In merito alla potenziale implicazione nel caso Jeffrey Epstein, il biografo precisa che Hawking partecipò nel 2006 a una conferenza finanziata dal finanziere, ma sull’isola vicina a quella del miliardario. Riguardo alla famosa foto di Hawking circondato da donne in costume associata al caso, Farmelo chiarisce: “Non aveva alcun collegamento con Epstein… Non è chiaro come la foto sia finita nei file”.
La demistificazione dell’eroe
Secondo la riflessione conclusiva del Guardian, trattare finalmente Hawking alla stregua di qualsiasi altro collega rappresenta un passaggio necessario per superare il pietismo associato alla disabilità nell’ambito accademico. D’altronde, era lo stesso fisico a non sopportare la retorica dell’eroismo, tanto da aver salvato una risposta automatica nel suo computer vocale: “Non è che avessi scelta e abbia deliberatamente scelto un percorso difficile. Ho solo fatto l’unica cosa che mi era possibile in quella situazione”
L'articolo “Si addormentava sentendo la sua voce che ripeteva in loop ‘Sei un genio’. Era una delle persone più egocentriche mai incontrate”: la nuova biografia di Stephen Hawking fa discutere proviene da Il Fatto Quotidiano.





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