Sesta Commissione, consultazioni sul programma di lavoro della Commissione europea 2026

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La Sesta Commissione permanente del Consiglio provinciale di Trento, presieduta da Walter Kaswalder (Patt) si è riunita oggi, giovedì 12 marzo, a Palazzo Trentini, per una sessione di consultazioni dedicata alla comunicazione della Commissione europea COM (2025) 870 final, relativa al programma di lavoro della Commissione per il 2026, intitolato “È ora che l’Europa si renda indipendente”.

Nel corso delle audizioni sono stati affrontati diversi temi legati alle priorità indicate nel programma di lavoro della Commissione europea per il 2026, con particolare attenzione agli effetti sulle politiche economiche, agricole e produttive del territorio trentino, oltre che sulle prospettive di autonomia strategica dell’Unione europea.

Dagli interventi è emersa l’esigenza di rafforzare il raccordo tra politiche europee e territori, valorizzando il ruolo delle realtà locali nella fase di attuazione delle iniziative comunitarie.

Scuola di studi internazionali

Ad aprire la serie delle audizioni è stata la prof.ssa Laura Antoniolli della Scuola di studi internazionali dell’Università di Trento, che ha illustrato il programma di lavoro della Commissione europea in un contesto geopolitico profondamente cambiato. Ha evidenziato come la Commissione, pur essendo un organo tecnocratico, debba confrontarsi con un Parlamento europeo sempre più fluido negli equilibri politici. Tra le priorità indicate figurano semplificazione normativa, indipendenza economica ed energetica e sicurezza tecnologica, oltre al sostegno alle PMI e all’innovazione industriale. Spazio anche ai temi della difesa europea, della resilienza climatica e della mobilità dei lavoratori. Antoniolli ha infine sottolineato il ruolo della Provincia autonoma di Trento come cerniera tra le politiche europee e la loro applicazione sul territorio. Mirko Bisesti (Lega) ha posto l’accento sulla semplificazione, rilevando come sia difficile per qualunque amministrazione metterla in pratica. Le sue considerazioni si sono poi concentrate sul tema dell’energia. Francesco Valduga (Campobase) ha parlato di quanto l’Europa sia stata costruita più per chi si muove piuttosto che per chi invece deve rimanere su un territorio, rilevando come questo sia un tema da portare avanti nel corso dei lavori.

Addiction Science Lab

Il prof. Gianluca Esposito e la prof.ssa Ornella Corazza hanno illustrato il lavoro dell’Addiction Science Lab, soffermandosi sui temi delle dipendenze e del loro impatto sulla società. Tra i punti evidenziati figurano la dipendenza da smartphone, i meccanismi dei videogiochi simili alla ludopatia, la cybersicurezza e l’importanza dell’alfabetizzazione mediatica. Corazza ha richiamato l’attenzione sull’aumento delle dipendenze da sostanze e comportamentali e sulla necessità di rafforzare la prevenzione, in particolare coinvolgendo i genitori. Nel dibattito la consigliera Eleonora Angeli (Misto), evidenziando l'importanza di eccellenze internazionali nel territorio trentino come ASL, ha chiesto come favorire politiche locali di contrasto a questi fenomeni, mentre Francesca Parolari (Pd del Trentino) ha sottolineato l’importanza dei temi affrontati, in particolare dell’educazione ai media. Esposito ha inoltre indicato il Trentino come possibile laboratorio per sperimentare nuove politiche di prevenzione e formazione rivolte alla popolazione.

ACLI Terra, Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori

Il presidente di Coldiretti Gianluca Barbacovi ha sostenuto la necessità di rafforzare l’integrazione europea fino a costruire un vero Stato unico, criticando la possibilità per i singoli Paesi di gestire autonomamente i fondi europei, definita una forma di “rinazionalizzazione”. Sul fronte energetico ha invitato a investire nella fusione nucleare, mentre per la sicurezza alimentare ha criticato le politiche a favore dei cibi prodotti in laboratorio, chiedendo invece sostegno a politiche ambientali che permettano alle aziende agricole di continuare a produrre. Ha inoltre ribadito la difesa della dieta mediterranea e la necessità di rafforzare la tutela delle produzioni europee attraverso maggiore trasparenza delle filiere e modifiche al codice doganale. Appoggio anche alla normativa europea contro le pratiche commerciali sleali, utile a garantire prezzi più equi per i produttori. Infine ha sottolineato l’importanza di sane e intelligenti politiche di integrazione per i lavoratori immigrati, necessari anche per sostenere il fabbisogno di manodopera nel settore agricolo. Paolo Calovi, CIA, è partito da un ragionamento sulla montagna, evidenziando il ruolo fondamentale di associazioni e politica per trovare soluzioni. Ha chiesto semplificazione reale dei processi, dalla sostenibilità ai contributi per le imprese. Ha posto l’accento su problemi legati all’export e ha detto che vi è bisogno che i territori montani, e non solo il Trentino-Alto Adige ma anche le aree interne, trovino una sinergia e la forza di far valere le proprie peculiarità. Anche Matteo Trentinaglia, Acli Terra, ha posto l’accento sull’agricoltura di montagna. Enzo Bottos, direttore di Coldiretti, ha ricordato l’importanza delle risorse destinate alla montagna, ha chiesto contratti snelli e veloci, sburocratizzazione per le imprese che chiedono provvidenze per ridurre i tempi. Per la zootecnica, ha parlato della crisi del latte e ha detto che non si può obbligare la riduzione della produzione per il Trentino, perché significa chiudere le stalle. Giacomo Broch (Federazione Allevatori) ha detto che la digitalizzazione in alcuni casi ha complicato i processi.

Mirko Bisesti (Lega) ha ricordato l’obiettivo della Commissione è quello che la Provincia abbia la possibilità di avere un ruolo determinante nel far sentire la propria voce nei processi decisionali, ringraziando gli intervenuti per la chiarezza. Francesco Valduga (Campobase) ha sottolineato la “nota politica”, ricordando come nella parte finale Calovi avesse detto che “non ci sono destra o sinistra su questi temi" e ha auspicato che le posizioni espresse possano aiutare anche “i più scettici” sull’Europa a diventare maggiormente collaborativi. Anche Walter Kaswalder (Patt) ha sottolineato l’importanza di lavorare in maniera bipartisan. Un ringraziamento anche da parte della consigliera Eleonora Angeli (Misto). Per Francesca Parolari (Pd del Trentino) occorre organizzarsi per “mettere verso il basso i luoghi della gestione e della decisione” e ha parlato di una pratica di accentramento generale, di provincializzazione spinta.

Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Trento

Il direttore della Camera di Commercio, Matteo Degasperi, ha illustrato il quadro economico europeo, caratterizzato da una crescita più debole nell’area euro (0,9%) e in Italia (0,5%), con consumi delle famiglie stagnanti ma investimenti in aumento. Tra gli elementi positivi ha citato la stabilizzazione dell’inflazione e i buoni dati sull’occupazione, dinamiche presenti anche in Trentino. Ha però evidenziato prospettive incerte per le imprese provinciali, legate al calo della domanda e alle difficoltà dell’export dovute a dazi, debolezza dell’economia tedesca e tensioni internazionali. Il funzionario dell’Ufficio studi Massimo Pavanelli ha richiamato le politiche europee per rafforzare l’indipendenza economica e la necessità di facilitare l’accesso delle PMI ai fondi europei e garantire coerenza normativa tra i diversi livelli istituzionali.

Confcommercio, Associazione Trentina Edilizia, e Confindustria Trento

Elisabetta Zanin, ufficio legislativo di Confcommercio, ha sottolineato l’esigenza di rafforzare la competitività delle imprese, con particolare attenzione alle micro e piccole realtà del commercio, turismo e servizi. Tra le priorità indicate figurano semplificazione normativa e fiscale, riduzione della burocrazia e maggiore accesso delle PMI agli appalti pubblici e ai programmi europei. È stata inoltre evidenziata l’importanza di politiche energetiche che riducano i costi per le imprese e di un mercato unico più equo, anche nel commercio digitale. Attenzione anche al turismo sostenibile, che deve conciliare obiettivi ambientali e competitività delle destinazioni. Infine è stato richiamato il ruolo delle specificità dei territori montani come il Trentino nelle politiche europee. Anche Lorenzo Garbari, direttore dell’Associazione Trentina Edilizia, si è associato all’analisi di Confcommercio, rilevando come adozione di strumenti idonei a favorire le piccole e medie imprese. Ha posto anche l’accento sul tema della sicurezza e della pace all’interno dell’Europa e ha parlato della necessità di implementare strategie politiche nella materia della sicurezza e della difesa, ma anche in ambiti come quello delle bolle energetiche. Ha parlato anche della necessità di dare strumenti ai privati per implementare un volano di sviluppo, anche nel nostro territorio, per dare contributo significativo all’economia locale, facendo l’esempio delle case “green”, per le quali non si può obbligare le persone, secondo ANCE, a farle se non si danno sostegni anche economici alle famiglie. Ha detto che la preoccupazione è quella che vi siano aggravi burocratici che possono creare difficoltà. Alessandro Santini, Vicedirettore di Confindustria Trento ha sottolineato la necessità di rafforzare la competitività industriale europea, puntando su innovazione, investimenti in ricerca e sviluppo e strumenti finanziari a sostegno delle imprese. Tra le priorità indicate anche lo sviluppo del capitale umano e delle competenze, politiche energetiche che garantiscano costi competitivi e maggiore autonomia, e il rafforzamento del mercato unico europeo attraverso semplificazione normativa e riduzione degli oneri burocratici. In questo contesto, è stato evidenziato il ruolo del Trentino come territorio capace di valorizzare ricerca, innovazione e tecnologie legate alla transizione energetica, trasformando le politiche europee in opportunità di sviluppo per il sistema produttivo locale.  In chiusura ​Francesco Valduga (Campobase) ha detto, ripercorrendo l’intervento di Santini, ha citato quanto dichiarato dall’assessore all'industria oggi, auspicando un risveglio dalla “pigrizia”. Santini ha replicato che vi è stato un calo dovuto a congiuntura internazionale. 


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