Seixas entra nella storia del Giro di Lombardia e dopo 15 ore torna in bici al Roc d’Azur: “Volevo divertirmi, non volevo essere d’intralcio”

3 hour_ago 2
ARTICLE AD BOX

C’è chi, dopo aver conquistato una vittoria prestigiosa come il Giro di Lombardia, si concede qualche giorno di riposo per recuperare le energie. E poi c’è Paul Seixas, che a distanza di appena 15 ore dal trionfo nella Classica delle Foglie Morte è tornato subito in bicicletta, presentandosi al via del Roc d’Azur, celebre appuntamento dedicato alla mountain bike. Una scelta che racconta perfettamente la passione del giovane francese per il ciclismo, vissuto senza distinzioni tra strada e fuoristrada. Il successo nella 120ª edizione del Giro di Lombardia ha consacrato Seixas tra i grandi protagonisti del panorama internazionale. Il corridore della Decathlon, a 20 anni e 16 giorni, ha conquistato la prima Classica Monumento della carriera, diventando il più giovane vincitore nella storia della competizione e superando un primato che apparteneva a Giovanni Gerbi dal lontano 1905.

La sua vittoria è arrivata al termine di una prestazione straordinaria, costruita grazie all’attacco decisivo sul Civiglio. Qui il francese ha fatto la differenza, staccando gli avversari e lanciandosi in solitaria verso il traguardo di Como. Alle sue spalle si sono classificati lo spagnolo Enric Mas, secondo con un ritardo di 48 secondi, e l’italiano Giulio Ciccone, terzo a 1’05”. Quarta posizione per Remco Evenepoel, arrivato a 1’20”, mentre Isaac Del Toro non è riuscito a essere protagonista come ci si attendeva. Nella top ten hanno trovato spazio anche altri due italiani, Christian Scaroni, ottavo, e Filippo Zana, nono. Con questo risultato, Seixas ha interrotto il dominio di Tadej Pogacar, vincitore delle cinque precedenti edizioni della corsa, e ha lanciato un messaggio importante in vista della prossima stagione, quando potrebbe aprirsi una nuova sfida con il campione sloveno.

Eppure, nonostante la fatica accumulata sulle strade lombarde, il francese non ha voluto rinunciare al divertimento. Poche ore dopo aver festeggiato una delle vittorie più importanti della sua giovane carriera, si è presentato al via del Roc d’Azur, scegliendo di vivere la mountain bike senza particolari ambizioni di classifica. Il risultato finale, un 64° posto con un ritardo di 18 minuti dal vincitore Jordan Sarrou, passa quasi in secondo piano rispetto allo spirito con cui Seixas ha affrontato la prova. L’obiettivo, infatti, non era quello di aggiungere un altro successo al proprio palmarès, ma semplicemente godersi una giornata in sella.

“Volevo divertirmi. All’inizio sono rimasto con il gruppo, finché il percorso non è diventato troppo tecnico. Mi sono accorto che c’erano ragazzi lì per competere e non volevo essere d’intralcio. Alla prima discesa ho capito di non avere le capacità tecniche per tenere il loro ritmo, così mi sono spostato e li ho lasciati passare”, ha raccontato Seixas al termine della gara. Il francese ha poi spiegato di aver aspettato Bruno Armirail, con il quale ha completato il percorso: “È stato bello, mi sono divertito e ho pedalato a un ritmo tranquillo”.

Due appuntamenti completamente diversi, dunque, nel giro di poche ore: prima l’impresa sulle strade del Giro di Lombardia, con un successo destinato a lasciare il segno nella storia della corsa, poi una giornata dedicata al piacere di pedalare nel fuoristrada. Per Paul Seixas, il ciclismo non è soltanto competizione e risultati, ma anche una passione da vivere in ogni sua forma. Ed è forse proprio questa naturalezza, unita al talento già dimostrato su strada, a rendere il giovane francese uno dei nomi più interessanti in vista del futuro.

L'articolo Seixas entra nella storia del Giro di Lombardia e dopo 15 ore torna in bici al Roc d’Azur: “Volevo divertirmi, non volevo essere d’intralcio” proviene da Il Fatto Quotidiano.

read-entire-article