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C’è un uomo che si stende sull’asfalto accanto al corpo della figlia e resta lì, immobile, mentre attorno continuano a lampeggiare le luci delle ambulanze. È l’immagine – raccontata dal Corriere della Sera – che più di ogni altra racconta il dramma seguito all’incidente costato la vita a Sara Vetrano, la studentessa di 17 anni travolta e uccisa domenica pomeriggio a Maccagno, sul Lago Maggiore. Domenica un’auto ha travolto un gruppo di giovani pedoni: oltre alla ragazza morta, quattro giovani tra cui la sorella della vittima sono finiti in ospedale in gravi condizioni.
Mentre la famiglia affronta ore devastanti, la Procura di Varese ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale e lesioni stradali. Nel registro degli indagati è stato iscritto il 31enne di Luino che era alla guida della Fiat Panda finita contro il gruppo di ragazzi diretti verso la spiaggia. Gli investigatori attendono ora gli esiti degli esami tossicologici disposti sull’automobilista per verificare se si fosse messo al volante dopo aver assunto alcol o sostanze stupefacenti. Nel frattempo è stato disposto il sequestro della vettura e verranno affidate una consulenza cinematica per ricostruire l’esatta dinamica dell’investimento e una consulenza medico-legale sulle cause del decesso della giovane e sulle lesioni riportate dagli altri feriti.
Secondo la ricostruzione finora emersa, l’auto avrebbe perso il controllo all’uscita di una curva prima di travolgere i cinque ragazzi che stavano raggiungendo il lago. Per Sara non c’è stato nulla da fare. La tragedia ha avuto conseguenze pesantissime anche per la sua famiglia. Tra i feriti c’è infatti la sorella ventenne della ragazza, ricoverata all’ospedale di Monza in prognosi riservata. Le sue condizioni continuano a destare preoccupazione. Un’altra giovane coinvolta nell’incidente resta sotto osservazione all’ospedale di Varese, ma con un quadro clinico considerato complessivamente soddisfacente. Non preoccupano invece le condizioni degli altri due ragazzi investiti.
Nelle ore successive all’incidente è emerso il racconto del padre delle due sorelle, accorso sul luogo della tragedia dopo essere stato avvertito dell’accaduto. Quando è arrivato sulla statale, il corpo della figlia era già stato coperto dai soccorritori. L’uomo si è sdraiato accanto a Sara, rimanendole vicino in silenzio per lunghi minuti. Una scena che ha colpito profondamente chi si trovava sul posto e che è diventata il simbolo del dolore di una famiglia spezzata nel giro di pochi istanti.
Sara avrebbe compiuto 17 anni il 19 giugno. Frequentava l’indirizzo Servizi per la sanità e l’assistenza sociale dell’Ipc Einaudi di Varese ed era conosciuta per il suo impegno in oratorio e nelle attività dedicate ai più piccoli. Sognava di diventare psicologa e, secondo il ricordo di insegnanti e amici, aveva fatto dell’attenzione agli altri una sua caratteristica. La sua morte ha lasciato un segno profondo anche nella scuola. Nel giorno dell’ultima campanella, centinaia di studenti si sono raccolti in un silenzio insolito per ricordarla. “Doveva essere un giorno di festa e invece sarà un giorno di lutto”, ha scritto la dirigente scolastica Samantha Emanuele nel messaggio rivolto alla comunità scolastica.
L'articolo Sara Vetrano travolta e uccisa sul Lago Maggiore, indagato il conducente della Panda. Il dolore del padre accanto al corpo della figlia proviene da Il Fatto Quotidiano.





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