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Potrebbe essere la perfetta exit strategy per Matteo Salvini, anche per distrarsi dall’ennesima giornataccia sul fronte di ritardi dei treni. Ma è già densa di troppe incognite e comunque è stata subito rispedita al mittente da Forza Italia. Salvini candidato sindaco a Milano? Vade retro. L’idea, che sottotraccia circola già da qualche giorno, è stata messa nera su bianco da Alessandro Morelli in un’intervista alla Verità di Maurizio Belpietro. “Sabato e domenica la Lega ha organizzato le primarie per le Comunali di Milano, con i gazebo in piazza. Invitiamo tutti a votare Matteo Salvini”, ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio.
Morelli è un fedelissimo di Salvini, un pasdaran del Capitano, e non dice nulla senza essersi prima consultato col segretario. Dunque l’idea, se arriva da lui, significa che ha avuto la benedizione dall’altro. “Buttiamola lì e vediamo l’effetto che fa”. Bisogna dire che per il segretario leghista sarebbe l’exit strategy perfetta. Con la Lega sempre più in crisi di consensi, col generale Vannacci ormai a un niente dal sorpasso e il malcontento dei governatori che lo assediano per un cambio di leadership, per Salvini potrebbe essere una via d’uscita assai onorevole: fare il sindaco di Milano lasciando la guida del partito a Luca Zaia. O a Massimiliano Fedriga.
Insomma, farsi da parte, mantenendo una posizione di grande rilievo. Anche se la strada, oltre a essere un azzardo, è assai lunga. In primo luogo, non è assolutamente detto che Salvini candidato e sostenuto da tutto il centrodestra riesca a spuntarla. Vero che il centrosinistra un candidato ancora non ce l’ha, ma comunque Milano non è mai stata una roccaforte di voti leghisti. Anzi. E poi i tempi: alle Comunali si voterà nella primavera del 2027 e il Carroccio rischia di arrivarci già svuotato da Futuro Nazionale.
Intanto, però, si registra il primo stop. “Salvini candidato della Lega è una proposta legittima, visto che ogni partito può avanzare il proprio nome, ma Forza Italia ha altre idee. Noi restiamo per un nome civico, anche noi abbiamo dei nomi e quando verrà convocato il tavolo del centrodestra, ci confronteremo”, afferma Alessandro Sorte, coordinatore lombardo del partito berlusconiano. “Dire no a prescindere è sempre sbagliato. Al tavolo Salvini porterà il nome scelto dal popolo leghista. Siamo contenti che su Milano ci sia dibattito, ma bisogna partire dal presupposto che l’avversario è la sinistra…”, gli risponde a stretto giro lo stesso Morelli.
Nel frattempo dichiarazioni di voto in favore di Salvini arrivano da due altri pezzi grossi: il governatore lombardo Attilio Fontana e il deputato ultra-salviniano Igor Iezzi annunciano la loro scelta pro-Salvini per Milano. Insomma, nonostante la prima bocciatura forzista, la partita non sembra finita qui e si attende il risultato dei gazebo di domenica. Ma l’idea non renderà felice nemmeno Ignazio La Russa, che da tempo si sta spendendo per portare avanti la candidatura di Maurizio Lupi. Nome sostenuto naturalmente anche dai centristi della coalizione. Ma non tutta FIi sarebbe contraria al Capitano: candidare il segretario leghista a Milano potrebbe essere il modo per facilitare il passaggio di leadership a Zaia e questa operazione non è mal vista a Via Della Scrofa. Anzi, potrebbe essere anche sostenuta, nonostante la contrarietà, al momento, di La Russa. Certo è che a Salvini non ne va una liscia: liquidato da Forza Italia come fosse l’auto-candidatura di un qualunque consigliere di municipio.
L'articolo Salvini si auto-candida sindaco a Milano, ma Forza Italia lo liquida: “Abbiamo altre idee” proviene da Il Fatto Quotidiano.





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