Ritirato il disegno di legge sul Sistema integrato 0-6 della consigliera parolari

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Francesca Parolari (Pd) ha cominciato a illustrare il proprio disegno di legge sul tema del sistema educativo integrato per i bimbi 0-6 anni (n 40/XVII), pur consapevole che già l’aula ha trattato nella scorsa tornata la proposta Masè votandola e approvandola. La Pat ha competenza primaria sia sul segmento educativo 0-3 anni sia sul segmento formativo 3-6 anni, una potenzialità eccezionale dell’Autonomia trentina sviluppata negli ultimi decenni da una legislazione provinciale eccellente (vedi legge 13/1977) ma anche dal basso, direttamente dal nostro mondo scolastico. Il Trentino ha saputo anticipare il Paese sul piano dell’educazione e della cura dei bambini. Oggi il quadro ha bisogno di innovazione sistemica, a fronte di una società profondamente cambiata. Oggi c’è un problema di partecipazione, i comitati di gestione hanno ormai un ruolo solo formale, occorre invece recuperare la partecipazione dei genitori, rinvigorire il ruolo dei Comuni, costruire davvero “comunità educante”. C’è assolutamente bisogno di ricondurre a unità i due segmenti 0-3 e 3-6, potremmo varare una legge unica in Italia. La scuola è un’istituzione ma anche un servizio ai bambini e alle famiglie, queste ultime sono utenti ma anche agenzie educative esse stesse. L’offerta 0-6 anni dev’essere universale e tendenzialmente gratuita. La Provincia imposta e finanzia, i Comuni individuano le risposte ai bisogni, così Parolari ha disegnato il sistema, entrando nel dettaglio del rapporto tra competenze dei due livelli istituzionali. Ha detto un no a una “provincializzazione spinta” anche sul piano amministrativo e sì invece a un forte collegamento con il territorio. Poi i Poli dell’infanzia e il Coordinamento pedagogico territoriale, declinati in modo chiaro nel ddl 40 e ispirati a normativa nazionale del 2017. Un altro spunto: creiamo un partenariato educativo con le famiglie, superando gli attuali comitati di gestione. Il tema poi dei servizi erogati dai privati : oggi siamo unici in Italia – ha detto Parolari - a consentire l’attivazione di servizi educativi senza alcun controllo, accreditamento e autorizzazione preventiva, a garanzia di qualità e professionalità. Mi spiace non sia stata colta la grande occasione propizia per riformare davvero il sistema. Terremo buona questa nostra proposta, che ora intendo però ritirare non avendo prospettive di approvazione in aula.

Michele Malfer (Campobase) – cofirmatario del ddl 40/XVII – ha concordato con Parolari con l’opportunità perduta di esercitare a fondo le prerogative autonomistiche innovando e costruendo con sguardo lungo un filo conduttore comune lungo il segmento 0-6 anni. Centralità del bambino, sistema educativo come strumento di coesione sociale, corresponsabilità delle famiglie.

Paolo Zanella (Pd) e Lucia Coppola (Avs) hanno ringraziato Parolari per il grosso lavoro svolto e condiviso i pilastri del ddl 40/XVII. La consigliera ha ricordato che la riforma di questo settore ha bisogno di godere della condivisione della classe insegnante e di crescere dal basso (i Poli per l’infanzia sono un’ottima impostazione).

Filippo Degasperi (Onda) ha detto che si doveva ragionare in termini di fascia 0-18 anni, perché questo è l’intero arco da considerare percorso educativo, evitando segmentazioni inopportune. Altrove già si fa, sviluppando sinergie e integrazione. Anche la costruzione di una comunità educante – ha detto – è rimasto fuori dalla legge Masè di un mese fa. Altre critiche a quel testo in relazione alla mancanza di tutela anche retributiva del personale dei nidi.

SCHEDA

DISEGNO DI LEGGE 3 settembre 2024 n. 40

Per un nuovo sistema educativo integrato per i bimbi 0-6anni

TITOLO: Sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione dalla nascita a 6 anni

PROPONENTE: Francesca Parolari (Pd), Manica, Maestri, Zanella, Franzoia, Calzà (Pd), Demagri (Casa autonomia.eu), Maule, Malfer, Stanchina e Valduga (Campobase).

SCHIERAMENTO POLITICO: opposizione al governo provinciale.

ARTICOLI: 35.

COMMISSIONE CONSILIARE COMPETENTE: quinta.

OBIETTIVI: ecco la proposta del centrosinistra alla riforma del segmento didattico 0-6 anni (nidi più scuole dell’infanzia). Si parte da una visione pedagogica unitaria di un percorso educativo che rimane articolato nelle due fasi 0-3 e 4-6 anni. Non ci si vuole limitare a ritoccare le due storiche leggi di riferimento (lp 13/1977 e lp 4/2002) né a recepire le novità legislative nazionali sull’integrazione fra i due comparti, ma si punta a creare un nuovo ordinamento unitario per l’intero percorso 0-6 anni, esercitando così fino in fondo la competenza legislativa esclusiva della Pat in materia. I servizi educativi 0-6 anni vengono integrati all’interno di una cornice di regole e di una regia pubblica. Questa proposta legislativa – ora ritirata - era stata respinta dalla Prima Commissione consiliare il 29 ottobre scorso, con decisione di non esaminarne l’articolato.

NORME: a) istituzione del Sistema integrato dei servizi di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai 6 anni (Sistema integrato zerosei), comprendente i servizi educativi per la prima infanzia (nidi d’infanzia facenti capo ai Comuni, nidi nei luoghi di lavoro, nidi familiari-servizio di Tagesmutter, servizi integrativi per bambini fino a 11 anni di età) e le scuole dell’infanzia (provinciali ed equiparate), inserite però in una comune cornice di regole e regia pubblica. Il sistema si basa su Poli per l’infanzia che si occupano dell’intero percorso 0-6 anni; b) approvazione da parte della Giunta provinciale degli orientamenti dell’attività educativa, su cui si baseranno i progetti pedagogici definiti da ciascun soggetto gestore su elaborazione del collegio del personale; c) accesso universale e gratuito ai servizi alla prima infanzia, con risorse finanziarie da individuare nel protocollo d’intesa della finanza locale; d) formazione delle Istituzioni educativo-scolastiche, enti pubblici provinciali per la gestione delle scuole dell’infanzia, che superino anche l’attuale separatezza tra insegnanti dipendenti Pat e ausiliari e cuochi dipendenti dei Comuni; e) nuova rilevanza per l’Assemblea dei genitori nel costruire il percorso educativo, attraverso anche la creazione di Partenariati educativi con le famiglie; f) precedenza assoluta nel reclutamento del personale per i territori delle minoranze linguistiche trentine a chi documenti la conoscenza delle lingue ladina, mochena e cimbra; g) istituzione di un Coordinamento pedagogico territoriale, che riunisca i coordinatori pedagogici; h)

STANZIAMENTI: 1 milione di euro all’anno.

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