Report, Innocenzi: “I nuovi conduttori? Scelta calata dall’alto e gradita alla maggioranza”. E attacca i giornali di Angelucci

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Ci sono stati comunicati tramite le agenzie i nomi dei due colleghi, Presutti e Piervincenzi, che secondo noi non rappresentano i valori e la storia di Report. Sono nomi comunicati dall’alto. Noi non ci stiamo, perché non pensiamo che il nostro lavoro sia tutelato in questo modo. Se le cose restano così, noi andiamo via”. Con queste parole Giulia Innocenzi, giornalista d’inchiesta della redazione di Report, interviene a Rtl 102.5 il giorno dopo l’annuncio che toglie a Sigfrido Ranucci la conduzione dello storico programma di Rai Tre.
La giornalista, una delle voci direttamente coinvolte nello scontro che si apre sul futuro del programma, descrive innanzitutto lo stupore con cui la squadra ha appreso la decisione della Rai: “Ha lasciato a bocca aperta me e tutti gli inviati di Report. L’abbiamo appreso dalle agenzie di stampa, quindi la Rai non ci ha convocati prima per comunicarcelo. È una decisione calata dall’alto che noi abbiamo respinto al mittente. Abbiamo detto che non ci stiamo e che, se la Rai non farà un passo indietro, noi ce ne andremo via in blocco”.

Al centro della contestazione non c’è soltanto la scelta dei nomi indicati per la conduzione, ma anche il metodo seguito dalla Rai. Innocenzi ricorda infatti che la squadra del programma aveva già in calendario un incontro con il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini, previsto per mercoledì della settimana successiva e dedicato proprio al futuro di Report.
Nel corso dell’intervista vengono mandate in onda anche le parole di Sigfrido Ranucci immediatamente dopo l’annuncio dei nuovi conduttori di Report: “Questa decisione prende a schiaffi il merito e la storia di Report. L’hanno giustificata perché hanno vinto un concorso Rai che era su un minuto di speaker, un minuto di stand-up: Report è tutta un’altra cosa”.

Innocenzi interviene anche sulle indiscrezioni circolate nelle settimane precedenti, secondo le quali all’interno della redazione sarebbero emerse posizioni differenti sull’eventualità di cambiare la conduzione. La giornalista ricostruisce la vicenda partendo dalla comunicazione ricevuta dalla Rai sulla volontà di sostituire Ranucci e insiste sulla necessità di distinguere il nome del conduttore dal metodo attraverso il quale viene deciso il futuro della trasmissione: “Noi avevamo una comunicazione da parte della Rai che ci aveva detto che avrebbero proceduto a cambiare il conduttore, cioè Sigfrido Ranucci. A quel punto, eravamo pronti ad andare dalla Rai con un piano per discuterlo insieme”.
Il precedente richiamato da Innocenzi è quello del passaggio di consegne tra Milena Gabanelli e lo stesso Ranucci, quando la scelta del nuovo volto della trasmissione nacque anche dal confronto con la squadra: “Era stata lei a indicare Sigfrido Ranucci. Quel metodo doveva essere preservato anche questa volta, perché è l’unica garanzia affinché noi giornalisti possiamo portare avanti inchieste senza alcuna interferenza esterna. Calare questi due nomi dall’alto – continua – con il beneplacito dei partiti di maggioranza che hanno fatto a gara per complimentarsi per questa scelta, dopo mesi di campagna di fango contro Report, mi fa dire che effettivamente, come ha detto anche Sigfrido Ranucci, che questa nomina è gradita alla politica. E quindi c’è da preoccuparsi“.

Nel corso dell’intervista viene affrontata anche la pubblicazione, da parte de Il Tempo, delle cifre relative ai componenti della redazione. Su questo punto Innocenzi pronuncia parole altrettanto dure e contesta innanzitutto la rappresentazione di quelle somme come compensi personali dei giornalisti: “È stata una mossa veramente vile, perché quelli non erano i nostri compensi, bensì i compensi insieme a tutte le spese che sosteniamo: il pagamento del montatore, il pagamento di un fixer se, per esempio, si va all’estero, gli aerei, i treni, gli alberghi, il noleggio di una macchina, la benzina. Qualunque spesa affrontiamo per delle inchieste che impieghiamo mesi a realizzare, talvolta persino anni”.
E sottolinea: “Sono state messe insieme tutte queste voci per dire che quelli erano i nostri stipendi faraonici. È veramente una delle tante mosse meschine che hanno fatto parte di questa campagna di fango che penso non abbia eguali in Europa“.

L’attacco si fa ancora più esplicito quando la giornalista richiama il ruolo dei quotidiani riconducibili all’editore e parlamentare della Lega Antonio Angelucci: “Abbiamo avuto una campagna stampa portata avanti dai giornali del gruppo editoriale di un parlamentare facente parte della maggioranza di governo, contro una trasmissione d’inchiesta del giornalismo italiano. Una cosa del genere non si è mai vista ed è davvero preoccupante, perché ci dice molto dello stato di salute del giornalismo in Italia”.

Nell’intervista c’è spazio, infine, per uno dei temi più controversi emersi intorno alla figura di Ranucci: il rapporto di amicizia con Valter Lavitola. Alla giornalista viene riportata la delusione manifestata da alcuni ascoltatori nei confronti del conduttore, considerato un simbolo del giornalismo che va a cercare ciò che il potere preferirebbe lasciare nascosto e, proprio per questo, criticato per avere rivendicato quella frequentazione.
Innocenzi distingue però nettamente i due piani: “Ranucci l’ha spiegato: i giornalisti ovviamente rimestano anche nel torbido. Ha spiegato che Lavitola è diventato un suo amico perché era una sua fonte e che da lì è poi cominciata una frequentazione. Ma che adesso, a causa di un’amicizia, si debba decidere di defenestrarlo da conduttore è tutta un’altra storia”.

L'articolo Report, Innocenzi: “I nuovi conduttori? Scelta calata dall’alto e gradita alla maggioranza”. E attacca i giornali di Angelucci proviene da Il Fatto Quotidiano.

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