Reggio Emilia, il segretario della Lega imputato per maltrattamenti alla ex moglie: si dimette

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Imputato per maltrattamenti ai danni della ex compagna, destinatario di un provvedimento di divieto di avvicinamento alla casa della donna, respinge le accuse, ma ora che la vicenda è diventata pubblica si dimette dall’incarico di segretario provinciale della Lega di Reggio Emilia, parlando di una scelta di “coerenza e responsabilità”. Protagonista del caso giudiziario e politico è Roberto Salati, 60enne esponente del Carroccio, fotografo di professione, che nel 2019 si candidò a sindaco per il centrodestra, sfidando l’allora primo cittadino Luca Vecchi e portando il centrosinistra reggiano per la prima volta ad uno storico ballottaggio, poi perso.

Dal 4 agosto è sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento alla parte offesa. La procura, con la pm Giulia Signaroldi, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari il giudizio immediato. Salati, ad avviso della pubblica accusa, avrebbe commesso il reato “come atto di controllo, possesso e dominio in quanto donna. E come atto di limitazione delle libertà individuali”. Le contestazioni parlano di maltrattamenti avvenuti anche davanti agli occhi dei figli minori.

L’uomo avrebbe nascosto un dispositivo gps in auto per seguire gli spostamenti della donna e tutto si inserirebbe in un contesto di separazione, non consensuale. Salati avrebbe anche chiamato l’attuale compagno della donna con un numero anonimo e avrebbe inviato decine di messaggi con insulti a sfondo sessuale alla ex. È pure accusato di averle danneggiato l’auto spaccando un vetro e sgonfiando uno pneumatico.

“Escludo ogni forma di violenza e di minacce alla mia ex compagna. Insulti a sfondo sessuale? Impossibile, al massimo sono considerazioni. Sapevo che la mia ex mi stava tacciando di cose folli e che lavorava contro di me, ma mai avrei immaginato che si arrivasse a tanto”, è stata la sua reazione. Dopo aver inizialmente detto di non aver intenzione di lasciare l’incarico, nel pomeriggio ha mandato una nota: “Con grande rammarico, comunico la mia decisione – ha scritto – si tratta di una scelta sofferta, maturata alla luce del mio coinvolgimento in questa triste vicenda giudiziaria, rispetto alla quale ribadisco con assoluta fermezza la mia totale estraneità alle imputazioni che mi vengono contestate”. Salati ribadisce di essere “pienamente convinto” della sua “correttezza” e confida “che nelle sedi opportune possa emergere con chiarezza la verità. Tuttavia – prosegue – ritengo che, in un momento così delicato, sia doveroso compiere un passo indietro per senso di responsabilità e coerenza, evitando che la vicenda personale possa in qualsiasi modo coinvolgere il partito o diventare occasione di strumentalizzazioni politiche”.

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