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“C’è la separazione dei poteri, la sentenza è di primo grado, c’è stata una condanna, peraltro prevista, ma non cambiano i rapporti con l’Egitto“. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un incontro a Milano dopo la sentenza che ha condannato tre membri dell’intelligence egiziana per le torture e l’uccisione di Giulio Regeni. Il capo della Farnesina, nonostante si tratti di membri dell’apparato del Cairo protetti dall’esecutivo attraverso depistaggi e ostruzionismi, si preoccupa di isolare lo Stato egiziano dalla vicenda: “Sono state condannate tre persone – ha continuato -, è stato deciso che sono colpevoli, vedremo quello che succederà in secondo e in terzo grado, però sappiamo che c’è stato un omicidio, è stata una cosa inaccettabile. Ora devono essere puniti i colpevoli, ma non è l’Egitto in quanto tale colpevole”.
L'articolo Regeni, Tajani: “Condannate tre persone, non l’Egitto. I rapporti col Cairo con cambiano” proviene da Il Fatto Quotidiano.





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