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Alessandro Greco anche quest’anno è stato alla conduzione di “Uno Mattina” per tutta l’estate, ma nel frattempo il suo programma cult, quello che l’ha lanciato “Furore” nel 2027 compirà trent’anni. Uno show curato anche da Raffaella Carrà e Sergio Japino che sono considerati i “genitori” artistici di Greco.
“Raffaella Carrà mi diceva ‘Tu sei una spugna’. – ha rivelato il conduttore a Fanpage – Mi sono reso conto che di pari passo a quella che è la mia crescita personale, umana ho una capacità di adattamento rispetto a tantissimi ambiti da proporre in televisione. Non mi sento arreso, le mie caratteristiche mi portano verso il varietà, verso l’intrattenimento, però mi sento dentro anche a spazi che, invece, sono completamente in controtendenza rispetto a questo genere”.
La carriera di Alessandro Greco ha conosciuto alti e bassi: “Non credo che stare in televisione, giusto per starci, vada sempre bene. Bisogna vedere il contesto, chi siamo, dove siamo, perché siamo lì. Devo avere una risposta a queste domande. Mi è capitato di ricevere delle offerte, ma immaginandomele mi sono reso conto che non mi sentivo adatto a quel progetto, quindi, ho ringraziato per chi ha avuto il pensiero per me, ma non ho accettato”.
E ancora: “Si fa anche un lavoro di sottrazione, cioè non è fare il prezzemolino in televisione, ma far arrivare sempre al pubblico il concetto che tu in quella situazione lì hai un senso, ci sei dentro. Entrare dentro le cose e lasciare che le cose, i progetti, ti attraversino. È solo questo modo sanguigno di vivere, questo tipo di attività, secondo me, che poi ti fa durare nel tempo”.
L'articolo “Raffaella Carrà mi diceva ‘Tu sei una spugna’. Non credo che stare in tv, giusto per starci, vada sempre bene. Si fa anche un lavoro di sottrazione, cioè non è fare il prezzemolino” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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