“Raccontare la morte di mio fratello Franco può aiutare altri che vivono la mia stessa esperienza. Da queste cose si può uscire. La mia Versilia? Dovrebbero mettere i nomi delle strade anche in russo”: così Panariello

3 hour_ago 2
ARTICLE AD BOX

“Di cosa vuoi parlare del presente? Non puoi portare la gente in un teatro e raccontarle cose che è costretta a subire tutti i giorni“: parole che Giorgio Panariello dice a Vanity Fair e che danno subito un’idea del perché il suo spettacolo teatrale di grande successo si chiami E se domani. “L’idea è stata quella di parlare del futuro – continua l’attore – di andare oltre questo presente e vedere quali idee e quali stimoli potesse offrirci per scrivere qualcosa. Devo dire che ne abbiamo trovati tanti ed è stato molto divertente immaginarli”.

Tra i tanti temi affrontati nello spettacolo l’uso dell’Intelligenza Artificiale che, secondo Panariello, mostra ancora limiti evidenti, almeno sul campo della comicità: “Per esempio ho scritto: ‘Fammi qualche battuta sui vigili urbani’. L’intelligenza artificiale, almeno per ora, scrive delle sciocchezze, perché non è ancora perfetta: pesca in modo casuale tra gli argomenti affrontati da vari comici. Così rischi di fare una battuta che magari è di Brignano e quello si arrabbia pure. Ma soprattutto manca il gusto. Non ci sono i tempi, non ci sono le parole giuste. La comicità è fatta anche di sguardi e di silenzi: basta una pausa fatta bene per essere molto divertente. Per questo non credo che sia pane per i nostri denti”.

L'articolo “Raccontare la morte di mio fratello Franco può aiutare altri che vivono la mia stessa esperienza. Da queste cose si può uscire. La mia Versilia? Dovrebbero mettere i nomi delle strade anche in russo”: così Panariello proviene da Il Fatto Quotidiano.

read-entire-article