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Sono continuate in Quinta commissione, presieduta da Christian Girardi, le audizioni sui ddl ) n. 22 di Filippo Degasperi (Onda) e il n. 75 dell’assessore Gerosa che riguardano il recupero delle carenze formative.
Csep: bene la valutazione sul biennio
Massimiliano Prezzi, presidente del Consiglio educativo provinciale (Csep) ha esordito affermando che la legge Salvaterra, pur in vigore da 20 anni, va salvaguardata e ha sottolineato i delicati aspetti giuridici che vengono coinvolti nella riforma e l’importanza formativa della valutazione. Sul ddl Degasperi, bene il ruolo che viene riservato al Csep, ma, ha detto Prezzi, non sembra opportuno che al dirigente generale del Dipartimento venga concesso il diritto di voto nel Consiglio educativo. Sui recuperi, la proposta Degasperi per Prezzi va nella direzione giusta anche se serve chiarezza per evitare un’eccessiva discrezionalità dei Consigli di classe. Sul ddl Gerosa il Consiglio ha apprezzato il concetto di biennio che risulta più che ragionevole perché la maturazione dei ragazzi spesso ha bisogno di tempi lunghi. Ma va introdotto un punto fermo per gli studenti che non hanno recuperato le materie, fatto salva la sovranità del consiglio di classe. Berne l’obbligatorietà dei corsi di recupero, anche se ci sono criticità per il periodo estivo nel quale gli insegnanti sono occupati negli esami di Stato. La riforma non prevede lo stanziamento di fondi, ma secondo il Csep la necessità di danaro ci sarà, in primo luogo per pagare il lavoro degli insegnanti. Dubbi anche sulla necessità, prevista dal ddl, di un a costante e tempestiva informazione per i genitori che rischia di caricare di ulteriore lavoro gli insegnanti. Rispondendo a una domanda di Lucia Maestri (Pd) ha detto che la valutazione relazionale va affrontata con equilibrio.
Iprase: centrale la comunicazione con le famiglie
La professoressa Gabriella Agrusti del Comitato tecnico scientifico di Iprase ha detto che la pianificazione biennale del ddl Gerosa va nel senso di potenziare e valutare il percorso didattico dello studente. Centrale l’aspetto delle comunicazione tempestiva alle famiglie alla ricerca di un’alleanza trasparente tra scuola e famiglia. Bene per la professoressa Agrusti l’obiettivo del ddl di introdurre standard procedurali sul territorio pur nel rispetto dell’autonomia dei Consigli di classe. In sintesi, il giudizio della docente sul ddl Gerosa è decisamente positivo in particolar modo per l’introduzione della valutazione degli studenti sull’arco del biennio. Rispondendo a una domanda di Eleonora Angeli (Lista Fugatti), la docente della Lumsa di Roma ha detto che sulla valutazione delle capacità relazionali, aspetto delicatissimo, è importante - evitando stereotipo e valutazioni superficiali - aprire un percorso che necessità la formazione degli insegnanti.
Invalsi: un ulteriore passo avanti della scuola trentina
Il presidente di Invalsi, Roberto Ricci ha affermato che il ddl Gerosa affronta positivamente aspetti fondamentali , prima di tutto l’assunzione del biennio come orizzonte per il recupero delle carenze formative, una scelta in linea con le evidenze della lettura pedagogica; piena condivisione per il percorso personalizzato per il recupero delle materie, introducendo degli sbarramenti biennali che richiamano la responsabilità della studente. Bene la previsione del ddl di muovere verso l’introduzione di criteri omogenei di valutazione. La proposta, ha concluso Ricci, rappresenta un ulteriore passo avanti della scuola trentina che vede già un sistema di recupero delle carenze più efficace di quello nazionale. Nella direzione giusta va anche l’accento posto sull’importanza nella valutazione delle capacità relazionali. Insomma, per il presidente Invalsi, il disegno di legge continua lungo la strada di avanguardia intrapresa dalla scuola trentina.
Anche il ddl Degasperi rappresenta un passo avanti
Paolo Davoli, del Comitato provinciale di valutazione del sistema educativo, sul ddl dell’assessore ha detto che esprime una visione organica con un buon approccio didattico pedagogico. Molto positiva per Davoli l’introduzione della valutazione degli studenti su cicli biennali, un via intermedia tra il sistema oggi in vigore e quello nazionale. Apprezzabile anche l’introduzione della valutazione della capacità relazionali, la regolamentazione della valutazione formativa e di quella quantitativa, il voto insomma. Buona anche l’idea della Carta degli studenti e della studentesse. Per quanto riguarda il ddl Degasperi condivisibile, per Paolo Davoli, l’introduzione della collegialità della valutazione. Collegialità che andrebbe introdotta anche nel ddl della Giunta. In generale il ddl del consigliere di Onda, secondo Davoli, sembra meno convincente di quello di Gerosa, a partire dal fatto che parla di esami di riparazione, termine che non si usa più da 30 anni, e prevede la valutazione sul singolo anno. Comunque, per il componente del Comitato di valutazione, anche la proposta dell’esponente di Onda rappresenta un passo avanti.
Il sovrintendente: l’obiettivo è quello di coniugare equità con responsabilità
Infine, Giuseppe Rizza, sovrintendente scolastico, ha affermato che il ddl della Giunta ruota su tre assi: la visone del recupero come diritto – dovere degli studenti; l’attenzione della valutazione come accompagnamento continuo; una visione di scuola che è anche uno strumento di equità e crescita del territorio che si concretizza nella valutazione delle capacità relazionali. La “grammatica” in base alla quale funziona la scuola, ha detto ancora, è ormai sorpassata e c’è bisogno di regole nuove: di attenzione al processo; dell’abbandono della lezione frontale e della consapevolezza che il sapere è interattivo, quindi non limitato nelle scatole chiuse delle materie. Infine, il docente che non può più essere un erogatore del sapere ma assume sempre più un ruolo di coach. I cicli biennali che verranno introdotti dal ddl Gerosa vanno in questa direzione; così come i percorsi di recupero delle carenze personalizzati. Significativa anche la decisione di una comunicazione trasparente e tempestiva con le famiglia, proprio per costruire un’alleanza casa - scuola. Anche il professor Rizza ha sottolineato l’importanza dell’introduzione della valutazione sulle capacità relazionali che sono decisive per il benessere scolastico, per l’apprendimento e va nella direzione di una costruzione di una comunità.
Sul ddl Degasperi, Rizza ha detto che sulla valutazione si punta ancora su un ragionamento di media matematica, quindi che risente ancora di un indirizzo punitivo e non tiene conto, per i recuperi, delle differenze dei tipi di intelligenza dei ragazzi. Angeli ha chiesto a Rizza se ritiene che gli istituti scolastici trentini siano in grado di affrontare questo cambiamento, tenuto conto che ci si trova di fronte a classi numerose e infine se non ritiene che la riforma Gerosa vada accompagnata da investimenti economici. Il professore ha risposto che si deve affrontare un investimento dell’informazione ed è previsto un monitoraggio di 5 anni che si dovrà fare con criteri scientifici. La differenza la farà il metodo che deve partire dallo studente, dalle sue caratteristiche, non il numero di studenti per classe. Per questo c’è bisogno di docenti - coach, anche si dovrà affrontare un superamento del gruppo classe così come è oggi. Michele Malfer (Campobase) ha detto che il ddl contiene aspetti positivi, ma ci sono aspetti critici: il primo quello della mancanza di una previsione economica; c’è poi la necessità di fare i corsi entro il 30 giugno e non entro il 31 agosto; infine, c’è un problema del secondo biennio perché se uno studente incappa in un debito scolastico a fine anno ha pochissimo tempo per recuperare.
[foto: fonte @Ufficio stampa della Provincia Autonoma di Trento]




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