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“Questo è il governo che parla di salario giusto e poi non aumenta i salari ai suoi dipendenti. E’ il governo che non sta riducendo la precarietà; che sta favorendo che i giovani vadano via dal nostro Paese. Quindi è il momento di dire basta propaganda e di provare a risolvere i problemi che fino ad ora non ha risolto”. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dalla manifestazione per il Primo maggio a Marghera che lo vede sul palco insieme ai segretari Daniela Fumarola della Cisl e Pierpaolo Bombardieri della Uil, ha commentato così le parole della premier Giorgia Meloni. Che su X aveva scritto che questa “è la festa di chi ogni giorno, con impegno, sacrificio e dignità, manda avanti l’Italia. Ed è anche il giorno in cui la politica deve misurarsi con i fatti“. Aggiungendo che il suo governo è intervenuto “ogni anno con misure concrete per migliorare la condizione dei lavoratori italiani” e da ultimo con il decreto sul cosiddetto “salario giusto”.
Per Landini, “siccome il governo si ricorda che esistono i lavoratori una volta all’anno, il Primo maggio, e poi se ne scorda per gli altri 364 giorni, sono per proporre che si cambi il calendario, con la Festa del lavoro ogni mese, così spero che ogni mese si occupino dei lavoratori non per fare propaganda ma per fare delle cose serie”. Il decreto lavoro? “Non dà un euro ai lavoratori: 960 milioni di euro vanno alle imprese, ai lavoratori da domani non cambia nulla, non c’è l’aumento di un euro”. Poi, commentando la proroga degli incentivi alle assunzioni, ha sottolineato che “Si è dimostrato negli anni che non è detto che crei lavoro”. Quanto ai contratti pirata, il decreto “non li cancella”.
“Il problema è aumentare sostanzialmente i salari“, rimarca Landini ricordando la trattativa “molto importante aperta con le associazioni imprenditoriali” sulla rappresentanza. “i lavoratori e le lavoratrici devono avere il diritto di votare gli accordi e i propri delegati e ogni sindacato deve essere misurato in base a quanti iscritti e quanti voti ha e la stessa cosa deve valere per le imprese. Questa è la battaglia che vogliamo fare e per questo bisogna arrivare poi a delle leggi che sostengano questi accordi, perché i contratti pirata siano fuori legge, punto”.
La premier su X aveva anche come sempre rivendicato che “in questi anni i risultati sono arrivati: l’Italia ha oltre 1 milione e 200 mila occupati in più, 550mila precari in meno e ha raggiunto il livello più alto di occupazione femminile della sua storia. Sono numeri che non risolvono tutto, ma che raccontano una direzione chiara e un cambio di passo reale”. Peccato che i dati Istat diffusi ieri dicano che a marzo 2026 abbiamo 30mila occupati in meno rispetto a marzo 2025 mentre gli inattivi – quelli che non hanno un impiego e non lo cercano – sono cresciuti di 351mila. Ed è solo per questo che i disoccupati sono calati di 304mila.
L'articolo Primo maggio, Landini: “Basta propaganda sul lavoro”. Meloni: “Con noi 1,2 milioni di occupati in più”. Ma nell’ultimo anno sono scesi proviene da Il Fatto Quotidiano.




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