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Quando si parla di longevità ci si concentra spesso su quante ore di sport si fanno, quante calorie si mettono nel piatto e quanto si dorme. Ma c’è un altro indicatore che dovremmo considerare, ovvero l’ora in cui ci si mette a tavola per cenare. “Non mi stancherò mai di dirlo: prima si mangia, più a lungo si vive”, spiega il professor Enzo Primitivo dal palco del Dolomiti Wellness Community Summit, appuntamento dedicato al benessere e alla salute nel cuore della Val di Fiemme.
Il professor Primitivo, specializzato in idrologia medica e medicina termale, oggi si occupa soprattutto di medicina della longevità: durante il Summit ha spiegato l’importanza di un impegno proattivo nella tutela della propria salute, cominciando proprio dalla gestione dello stress, condizione a cui siamo ormai quasi collettivamente rassegnati.
Secondo l’esperto, è importante rispettare i ritmi circadiani di sonno e veglia, partendo dai gesti più semplici: aprire la finestra appena svegli, lasciando che la luce naturale e l’aria fresca ci “attivino”. Lo smartphone, almeno per la prima mezz’ora, lasciamolo da parte: se ne abbiamo la possibilità, è molto meglio fare una passeggiata o una corsa all’aperto. Quando ci troviamo in montagna, nel pomeriggio è buona regola approfittare della sauna, che non è solo un momento di relax ma un vero e proprio presidio di salute. La sera, una cena leggera, possibilmente a un orario “montanaro”: cenare presto migliora la salute metabolica, protegge il cuore e aiuta il sonno. Digerire prima abbassa la temperatura corporea e riduce i risvegli notturni, garantendo un riposo più profondo.
Sicuramente è una routine più facile da attuare durante un weekend in montagna che nella vita quotidiana, ma il messaggio è che la longevità si costruisce con gesti ripetuti più che con interventi straordinari.
Nato nel 2021 e arrivato alla sesta edizione, il Dolomiti Wellness Community Summit è l’occasione per riunire esperti diversi e ragionare su cosa significhi vivere bene e a lungo. L’esperienza del Covid viene citata come uno spartiacque, perché ha aperto una riflessione collettiva sul tema del benessere: occuparsi della salute non significa solo curare le malattie, ma anche investire in prevenzione attiva e ridurre, per quanto possibile, il rischio stesso di ammalarsi. Investire in prevenzione significa inoltre alleggerire la spesa pubblica e il carico sul sistema sanitario: ogni euro speso in prevenzione si traduce in un risparmio di 14 euro per il sistema socio-assistenziale.
L’idea di Luigi Angelini è fare di Fiemme un laboratorio di qualità della vita: qui il benessere, nel senso più ampio del termine, è considerato un bene di tutti. Non è un caso che anche le nazionali di pallavolo, maschile e femminile, abbiano scelto Cavalese come sede dei raduni collegiali estivi di preparazione. Al tempo stesso, il benessere è una leva concreta di sviluppo economico e un richiamo turistico per il territorio.
Con l’aumento delle temperature e le estati sempre più torride, inoltre, si è consolidato il fenomeno della coolcation, cioè della vacanza in un posto fresco: anche chi ha sempre associato l’estate al mare si sta orientando verso il Ferragosto in montagna per sfuggire al caldo. Vivere bene è anche un ottimo affare: secondo il Global Wellness Institute, i turisti del wellness spendono il 41% in più nei viaggi internazionali e fino al 175% in più in quelli domestici.
Certo, la Val di Fiemme è una bolla felice, come confermano i dati presentati da Matteo Mazziotta, direttore centrale Sistan e Territorio dell’Istat. Oltre a vantare un consumo di suolo tra i più bassi d’Italia, la valle si posiziona sopra la media italiana su quasi tutti gli indicatori legati alla qualità della vita, con occupazione, tasso di imprenditorialità, servizi e realtà no profit ai vertici. Un esempio particolarmente virtuoso è la cooperativa sociale Le Rais, premiata durante il Summit per il progetto di economia sociale che ha trasformato Villa Flora in un luogo di cura e di inclusione: un ristorante in cui persone in condizioni di fragilità possono trovare un’opportunità di formazione e di lavoro dignitoso.
L’idea alla base della Fiemme Wellness Community è fare della vita di montagna un modello da esportare. Non tutti hanno il privilegio di avere un bosco sotto casa, di passare i weekend a fare trekking o a pedalare nel verde e di godere, di notte, del silenzio della natura, ma ci sono misure concrete che si possono comunque adottare nella vita quotidiana. “Alimentazione, ovvero mangiare poco e bene, il movimento, la gestione dello stress e il rispetto del sonno – ha confermato il professor Primitivo – restano le regole fondamentali per tutti”.
L'articolo “Prima si cena, più a lungo si vive”: questo e altri 5 segreti della longevità che abbiamo imparato al Dolomiti Wellness Community Summit proviene da Il Fatto Quotidiano.




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