Politiche giovanili e suicidio assistito in Quarta Commissione

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​La Quarta Commissione permanente del Consiglio della Provincia autonoma di Trento si è riunita presso Palazzo Trentini per l’esame dei punti iscritti all’ordine del giorno: il primo riguardava le politiche giovanili della Provincia, il secondo il ddl 67​​ di iniziativa popolare sul Suicidio medicalmente assistito.

Politiche Giovanili

La Commissione ha inna​​nzitutto espresso il proprio parere favorevole (4 voti a favore, 3 astenuti) sulla proposta di deliberazione della Giunta provinciale relativa all’approvazione dell’Atto di indirizzo per le politiche giovanili, documento programmatico di durata corrispondente alla legislatura previsto dall’articolo 3 della legge provinciale 14 febbraio 2007, n. 5. L’assessore Francesca Gerosa ha illustrato il senso della proposta di deliberazione, spiegando che si tratta di una proposta che parte dall’analisi puntuale della situazione in Trentino e che parte dalle criticità emerse per stabilire innanzitutto un metodo di lavoro. “Abbiamo scelto, fin dall’inizio”, ha detto, “un metodo basato sul confronto, sul dialogo con il territorio”.

Francesca Parolari (Pd del Trentino) ha richiamato la legge provinciale 5/2007, che prevede la definizione delle linee di indirizzo di legislatura, evidenziando come l’ultimo documento risalga al 2016. La consigliera ha parlato di un percorso partecipativo «riduttivo», chiedendo un coinvolgimento più ampio dei settori scuola, lavoro e salute. Parolari ha inoltre posto l’accento sulle criticità del mercato del lavoro – salari bassi, difficoltà di accesso e crescente emigrazione giovanile – definendo l’impostazione del testo «parziale»

Michele Malfer (Campobase) è intervenuto per evidenziare come negli anni le politiche giovanili abbiano incontrato difficoltà negli anni: “Il processo partecipativo è stato limitato, alcuni stakeholder non sono stati appieno sentiti”. Ha parlato di un documento corposo con tante idee valide, con però difficoltà “nella messa a terra”. “Mancano indicatori precisi che collocano in modo concreto l’attuazione della legge”. Ha criticato l’assenza di “prospettive future” e le difficoltà nel fare rete dei PGZ.

La presidente della Commissione, Maria Bosin (PATT) ha parlato della necessità di garantire risorse per i territori per i Piani Giovani. Eleonora Angeli (Lista Fugatti) ha parlato di un grande lavoro di analisi rispetto a quello che oggi c’è sul territorio, ponendo l’accento sull’importanza dei Piani Giovani di Zona e ha parlato della necessità di lavorare in modo trasversale tra diversi assessorati.

In replica l’assessore Gerosa ha detto che vi è consapevolezza della criticità della rete dei piani giovani e il dipartimento sta lavorando per trovare una soluzione. Sul tema salute mentale ha detto che la Provincia coordina, ma poi sono i Piani giovani territoriali che dialogano con i soggetti interessati. Giulia Cortelletti, funzionaria Politiche Giovanili Provincia autonoma di Trento, ha spiegato la logica dei finanziamenti, volta a favorire “le buone pratiche”.

Suicidio assistito

La Commissione ha quindi affrontato l’esame del disegno di legge n. 67, recante “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria provinciale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto delle sentenze della Corte costituzionale n. 242 del 2019 e n. 135 del 2024”. Ai lavori, insieme alla presidente Maria Bosin (Patt), alla vicepresidente Chiara Maule (Campobase) e ai membri della Commissione Eleonora Angeli (Lista Fugatti), Daniele Biada (FdI), Francesca Parolari (Pd del Trentino), Stefania Segnana (Lega) e Paolo Zanella (Pd del Trentino) anche la consigliera Lucia Coppola (AVS), l’assessore Mario Tonina, e il consigliere Francesco Valduga (Campobase).

Il primo firmatario, Fabio Valcanover, ha iniziato la propria illustrazione ricordando le recenti sentenze della Corte costituzionale sui testi analoghi presentati dalla Toscana e quella in fieri della Sardegna, ricordando che il testo va modificato in base a queste pronunce. Chiarito che è possibile emendare il testo, Valcanover ha presentato una nuova bozza della proposta di legge provinciale sul suicidio medicalmente assistito, aggiornata alla luce delle più recenti pronunce della Corte costituzionale. Il testo recepisce i principi fissati dalle sentenze n. 242/2019 e n. 135/2024, che hanno escluso la punibilità dell’aiuto al suicidio in presenza di specifici requisiti, in raccordo con la legge 219/2017 su consenso informato e Disposizioni Anticipate di Trattamento. La proposta – composta da nove articoli – non interviene sui presupposti penali, ma disciplina procedure e tempi per rendere effettivo un diritto già riconosciuto, fondando la competenza provinciale sull’articolo 117 della Costituzione in materia di tutela della salute. È prevista l’istituzione di una commissione multidisciplinare per la verifica delle condizioni, la gratuità delle prestazioni a carico del servizio sanitario e misure per superare ritardi e disparità applicative. Valcanover ha sottolineato che il testo tiene conto dei limiti indicati dalla Corte, in particolare sui tempi, che non possono essere ampliati né ristretti senza rischi di impugnazione. «La Corte costituzionale ha sancito che un morire bene è parte del diritto alla salute», ha affermato, ribadendo l’obiettivo di garantire, al di fuori degli slogan, un percorso certo e rispettoso per persone che affrontano sofferenze estreme nella fase finale della vita.

La presidente Maria Bosin ha ringraziato il proponente per la sensibilità dimostrata nel corso della relazione. Paolo Zanella (Pd del Trentino) è entrato nel merito della proposta, parlando a favore ma ricordando come vi siano diverse sensibilità sul tema: “Credo che rientri tra i diritti dell’individuo quello di poter, laddove concorrano le quattro condizioni sostanziali individuate dalla Corte Costituzionale, quello di poter porre fine alle proprie sofferenze.”

La presidente Bosin, in assenza di altri interventi, ha concordato con il proponente di individuare soggetti per le audizioni entro la prossima riunione della Commissione che si terrà il 10 marzo.





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