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Gli automobilisti italiani e spagnoli sono (quasi) gli ultimi “irriducibili” che resistono all’elettrico visto che la combinazione tra incentivi pubblici e lo spropositato aumento dei prezzi dei carburanti sta spingendo i volumi delle auto a zero emissioni. “Già da aprile in mercati come Francia e Germania (oltre il 34% di quota in settembre, ndr) – conferma Alain Favay, numero uno di Peugeot, uno dei marchi del gruppo Stellantis, in occasione del salone dell’auto di Parigi – e vediamo che la domanda per le elettriche è arrivata a livelli che non avevamo mai visto prima”.
Il manager snocciola un numero che riguardano il canale dei privati: “In Francia eravamo al venti per cento e abbiamo raggiunto il sessanta nel giro di tre settimane. La gente comincia a acquistare le elettriche perché il rifornimento di benzina e gasolio è più caro”. Naturalmente contano anche i bonus governativi: “Quelli c’erano anche prima eppure facevano il venti per cento”, sottolinea il Ceo di Peugeot. I veicoli a zero emissioni sono diventati “accessibili” quasi improvvisamente e paradossalmente anche grazie a un presidente (quello americano) che detesta l’elettrico, che sostiene che il cambiamento climatico è una bufala e che ha innescato un conflitto in Medio Oriente che ha fatto scattare aumenti e speculazioni. “Gli automobilisti cominciano a chiedersi ‘perché no?’ – argomenta Favaey – adesso che la benzina costa tanto e le macchine elettriche meno. Il fenomeno si sta estendendo adesso anche al Portogallo”.
Nei paesi del Nord Europa e nello stesso Regno Unito le auto a batteria hanno già quote significative, mentre nell’Europa orientale e meridionale non ancora. È una questione di potere di acquisto, ma non solo. Soprattutto, e di questo Favey ne è assolutamente certo, chi acquista una elettrica “non torna indietro”: “Di sicuro non fino a quando ci saranno incentivi statali”, sintetizza.
Difficile fare previsioni su quello che potrebbe succedere se crescerà esponenzialmente anche il prezzo dell’energia, anche se nel frattempo è lievitato il valore residuo delle Bev. “Parlo della Francia, dove i concessionari praticamente non hanno disponibilità di usato elettrico perché appena ne entra uno viene venduto nel giro di minuti”. Il paradosso è che l’elevata domanda ha fatto aumentare il prezzo, una dinamica impensabile fino a pochissimo tempo fa: “Anche in Italia arriverà il momento in cui ci sarà domanda per auto elettriche”, garantisce Favay, anche se per il momento la strategia del gruppo è “multienergy”.
Rispetto al possibile futuro di serie del prototipo esibito al salone di Parigi, la Peugeot RCZ Vision esibita, il concept di una sportiva da 500 Cv sviluppata su un’architettura a 1.000 Volt con una batteria allo stato solido (tre-cinque anni per vederla sul mercato) che dovrebbe valere fino a 600 chilometri di autonomia con un consumo ipotizzato di 11,5 kWh/100 km, Favey non si sbilancia. “È un esercizio di stile per anticipare come potrebbe una Peugeot del domani: come marchio abbiamo avuto in passato delle coupé e delle cabriolet bellissime. Con carrozzerie di questo tipo ci sentiamo a casa”. Con un’altezza di appena un metro e 35, il prototipo non può che essere 100% elettrico, oltre che sintetizzare la filosofia “futuro felino” della casa del Leone che punta su libertà, coraggio, eleganza, forza e istinto.
Tra le anticipazioni parigine ci sono anche il cosiddetto Hypersquare e una evoluta versione dell’i-Cockpit. Il primo è il volante dalla avveniristica forma rettangolare con tecnologia steer-by-wire, cioè ad impulsi elettronici e senza collegamenti meccanici che debutterà già sulla prossima generazione della E-208, il secondo è il cruscotto digitale dotato di uno schermo trasparente che integra nel campo visivo del conducente tutte le informazioni che servono con un livello di personalizzazione “senza precedenti”.
L'articolo Peugeot, Favay: “In Francia boom di auto elettriche, anche l’Italia arriverà” proviene da Il Fatto Quotidiano.





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