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Secondo i dati presentati da Kioxia, riportati da Seoul Economic Daily, nel trimestre luglio-settembre il prezzo medio di vendita delle memorie NAND è salito di circa il 20%, contro il 70% del trimestre precedente. Il direttore finanziario Akira Menju ha detto che, dopo aumenti così forti, non è chiaro se i prezzi potranno continuare a salire nel prossimo esercizio, anche se nella conference call ha previsto che l’offerta di memorie resterà scarsa nel 2027.
Kioxia ha indicato anche due cause più tecniche: alcune spedizioni di prodotti per data center slittano al trimestre successivo e pesano di più i chip a basso prezzo per smartphone e PC.
I conti sono usciti venerdì 30 ottobre alle 18:45 di Tokyo, le 10:45 in Italia, a Borsa giapponese chiusa. Lunedì il titolo è arrivato a perdere circa il 17% in giornata e ha chiuso al livello più basso dal 21 aprile: dal massimo del 22 giugno il calo è di circa il 69%, anche se da inizio anno resta un rialzo di circa il 226%.
Come funziona il ciclo dei prezzi delle memorie
Nelle memorie gli utili seguono i prezzi più dei volumi. Lo mostra il margine operativo di Kioxia, arrivato al 76,9% nel semestre aprile-settembre: è probabile che, con costi di produzione in gran parte fissi, quasi ogni aumento del prezzo di vendita sia finito nell’utile. Funziona come un’auto lanciata in discesa: chi guarda il contachilometri vede la velocità, la Borsa guarda l’accelerazione.
Per questo il mercato aveva pagato Kioxia sull’accelerazione dei prezzi: nel primo semestre 2026 il titolo era salito di circa il 760%. Con prezzi in aumento del 20%, l’utile di luglio-settembre è cresciuto ancora; per ottobre-dicembre, invece, la società ha indicato nella conference call volumi stabili e prezzi in aumento di pochi punti percentuali, e così l’utile smette di crescere anche se i prezzi salgono ancora.
Il confronto con l’estate rende evidente il cambio di umore. Anche a fine luglio Kioxia aveva dato una previsione inferiore alle attese, con un utile operativo atteso di 1,89 trilioni di yen per il trimestre, secondo Bloomberg; ma con i prezzi ancora in forte accelerazione, nella seduta successiva, il 3 agosto, il titolo era salito di circa il 6%.
Cosa rischiano SanDisk e Micron
Wall Street aveva reagito prima di Tokyo. Venerdì 30 ottobre, il giorno dei conti di Kioxia, le azioni SanDisk hanno chiuso in area 1.151 dollari, in calo di circa il 13%, all’indomani dei propri conti, con ricavi trimestrali di 11,03 miliardi di dollari, sopra le indicazioni della società; le azioni Micron hanno perso circa il 5%.
SanDisk è il partner storico di Kioxia: le due società producono insieme le memorie flash in Giappone, quindi i loro conti dipendono dagli stessi prezzi. Nella stessa seduta l’indice dei semiconduttori di Filadelfia ha perso il 7,2%: pesavano anche le indicazioni deboli di Intel sulla domanda di PC e i dubbi sugli investimenti in intelligenza artificiale dopo le trimestrali di Meta, Alphabet e Amazon, in una fase di vendite sui titoli legati all’AI iniziata a ottobre.
Secondo i dati estratti dalla piattaforma Forecaster.biz il 2 novembre, il Market Mood Meter, che misura su una scala da -100 a +100 quanto un titolo è ipercomprato o ipervenduto, segna -66 per SanDisk, già in zona di ipervenduto, -56 per Kioxia e -40 per Micron, ancora in zona neutrale. Nell’analisi di SanDisk su Forecaster.biz, l’AI Agent indica il rischio principale proprio nei prezzi: secondo questa analisi il titolo potrebbe scendere in modo marcato se i prezzi NAND si indebolissero o se i concorrenti aggiungessero capacità produttiva.
Micron sembra meno esposta. Secondo l’analisi di Micron su Forecaster.biz, la maggior parte dei suoi ricavi viene dalla DRAM, la memoria di lavoro dei computer, e la sintesi della conference call del 30 settembre disponibile sulla piattaforma riporta che oltre il 75% delle spedizioni dell’esercizio 2027 è già impegnato con i clienti. La stessa sintesi riporta però che il management non sa ancora quando domanda e offerta torneranno in equilibrio.
Fine del superciclo delle memorie o solo una pausa?
Kioxia stessa offre l’argomento opposto al pessimismo: la capacità produttiva del 2027 è già venduta e i contratti di lungo periodo coprono più di metà dei volumi attesi nel 2028. Anche i concorrenti coreani raccontano un’altra storia: Samsung Electronics e SK Hynix hanno chiuso trimestri con utili record la settimana scorsa, e lunedì a Seul SK Hynix ha guadagnato circa il 4% e Samsung circa il 2%. Il mercato, insomma, non sembra vendere tutte le memorie allo stesso modo.
Ci sono due obiezioni ovvie alla lettura più pessimista. Un aumento dei prezzi del 20% in un trimestre resta forte, e un utile operativo stabile a 2 trilioni di yen resta vicino ai massimi. Il rischio vero è un altro: che il rallentamento si trasformi in un calo quando entrerà in funzione la nuova capacità produttiva, come è già successo nei cicli passati delle memorie.
L’auto delle memorie corre ancora. È il piede sull’acceleratore che il mercato ha smesso di vedere.
L'articolo Perché le azioni Kioxia scendono con conti in linea con le attese? proviene da Investire.biz.

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