Omicidio di Dino Carta a Foggia: la pista che lega l’assassinio alla morte di un uomo nel suo palazzo nel 2023

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Al centro delle indagini sull’apparentemente inspiegabile omicidio del personal trainer AnnibaleDino’ Carta, ucciso a Foggia con quattro colpi di pistola alle spalle la sera del 13 aprile, mentre era vicino casa per una passeggiata con il suo cane, ci sarebbe un’altra morte che risale al 2023. Una pista che Ilfattoquotidiano.it aveva riportato già nei giorni scorsi, dopo che il sito locale l’Immediato ne aveva parlato in anteprima in esclusiva. Nessuno – è il ragionamento degli investigatori – aveva un motivo per uccidere il 42enne. Anche per questo, forse, la Procura di Foggia avrebbe ripescato un fascicolo che sembrava ormai sepolto negli archivi: quello sulla morte di un giovane uomo che, il 22 ottobre di tre anni fa, cadde dall’impalcatura che all’epoca circondava il palazzo in via Caracciolo dove vive la famiglia Carta: sia quella della vittima sia quella del padre.

La vittima, che precipitò dal terzo piano, non era residente lì e tutto fu classificato come un incidente. Sul corpo non furono trovati segni di violenza e il caso fu archiviato. Da giorni, però, il fascicolo su quella strana morte è stato riaperto sulla scrivania degli inquirenti perché – sarebbe l’ipotesi investigativa – quel decesso potrebbe aver innescato risentimenti nei confronti dei Carta. La famiglia della vittima, dunque, potrebbe aver attribuito a loro la colpa di quell’incidente. Questa nuova pista, al momento, è in attesa di eventuali riscontri che potrebbero arrivare dal materiale a disposizione dei carabinieri e della Procura.

Intanto gli investigatori continuano le indagini nel massimo riserbo. A quanto si apprende, l’attività di ricerca attraverso le immagini di telecamere di videosorveglianza starebbe interessando un’ampia parte della città di Foggia, estendendosi fino alla periferia di via Napoli. Le immagini di qualsiasi attività commerciale, condomini, persino cantieri in costruzione, sarebbe stata passata al setaccio. I militari stanno anche esaminando il contenuto del telefono cellulare che Carta aveva con sé la sera in cui è morto. E i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona che hanno immortalato un uomo con il volto coperto da un cappuccio che passa a bordo di una bicicletta 40 secondi prima del delitto, compiuto alle 21.57.

La sua identità, ad oggi, è ancora sconosciuta. Nuovi elementi potrebbero emergere anche dalla perizia fonica che sarà eseguita su un audio registrato la sera dell’omicidio da una telecamera di un condominio distante circa 30 metri dal luogo del delitto: si sente una voce maschile che dice “Ma che fai? Mi spari?”, quindi il rumore di quattro colpi di pistola in sequenza, alle 21.58; e subito dopo ancora una voce maschile che dice: “Non ti vengo a disturbare mai più. Te lo giuro, te lo giuro”.

Nel frattempo la moglie di Carta, Sara Traisci, lancia un appello alla città affinché “chi ha visto dimostri coraggio e testimoni”. Intervistata dal Tg1, racconta che quella sera le ha detto “dieci minuti e torno, il tempo che porto Maia e stiamo insieme”. “Voglio capire io perché hanno fatto del male ad una persona che non ha mai fatto del male a nessuno”. Lunedì, intanto, è il giorno dell’autopsia. Subito dopo arriverà il nulla osta e i funerali potrebbero svolgersi già mercoledì 22 aprile presso nella chiesa del Santissimo Salvatore, la stessa dove Carta e sua moglie si sono sposati due anni fa. In settimana potrebbero giungere anche gli esiti degli esami dattiloscopici sul caricatore dell’arma perso dal killer durante la fuga e ritrovato dai carabinieri.

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