Oltre l’estate: la formula di Rimini per trasformare il turismo in un business

43 minute_ago 1
ARTICLE AD BOX

Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Small Giants. Abbonati!

Chilometri e chilometri di spiagge, su un mare che non colpisce per bellezza. Proprio per questo Rimini insegna cosa significhi trasformare l’ordinario in industria, produrre benessere con materiali poveri. I Riminesi hanno saputo trasformare un fazzoletto d’Adriatico e una lingua di terra non precisamente spettacolare nel simbolo stesso della vacanza italiana con offerte multigamma: arenili attrezzati, nugolo di hotel, ristorazione capillare, locali, parchi tematici, intrattenimento diffuso. Sono stati acutissimi nell’intercettare il mercato delle famiglie, del cicloturismo, del wellness, dei congressi.

Il primato di Rimini

I numeri raccontano e testimoniano il primato di Rimini primo comune balneare italiano con 7,16 milioni di pernottamenti, una componente estera al 38,4% del totale e 1,5 miliardi di euro di valore aggiunto generato (dal turismo).

Le presenze non sono soltanto vacanziere. La seconda gamba dell’economia locale è quella fieristica e congressuale, lo dimostrano le migliaia di eventi congressuali. Qui opera l’Italian Exhibition Group, nato dall’integrazione tra le realtà di Rimini e Vicenza e oggi fra i maggiori operatori fieristici europei quotati in Borsa, attivo in vari settori dal food al jewellery, tourism, wellness. 

Manifestazioni come Sigep (Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione e Caffè), Ttg Travel Experience (manifestazione italiana di riferimento per la promozione del turismo), Ecomondo (evento di riferimento per la sostenibilità e l’economia circolare) e altri saloni internazionali producono ricadute su hotel, ristoranti, taxi, logistica, consulenza e commercio locale. Rimini ha compreso prima di altri che la stagionalità si combatte riempiendo il calendario.

Rimini è poi la città che Federico Fellini in Amarcord ha proiettato nell’immaginario mondiale, sia pure reinventandola: più dimensione onirica che cronaca urbana. E tuttavia il Grand Hotel Rimini resta il simbolo perfetto di questa città adriatica dove risiedono 340.665 persone (11,1% stranieri) e operano 34.689 imprese: oltre 102 attività ogni mille abitanti. Un dato che racconta la vocazione imprenditoriale del territorio. La metà delle imprese è individuale, mentre le società di capitali rappresentano il 25,9% del totale.

Servizi, turismo, accoglienza

Rimini vive soprattutto di servizi, turismo, commercio e attività legate all’accoglienza. Una città con milioni di presenze sviluppa inevitabilmente una robusta economia collaterale: ristorazione e pubblici esercizi, retail stagionale, immobiliare, marketing, servizi digitali, trasporti, logistica urbana, consulenza alle imprese turistiche. Anche il design e l’arredo dialogano storicamente con la costa.

Hotel, ristoranti, beach club e strutture ricettive hanno generato per decenni domanda di mobili, serramenti, illuminazione, imbottiti, allestimenti su misura. Un nome simbolico è Gruppo Colombini, fondato nel 1965 dai fratelli Ivo, Elio e Giuseppe Colombini e oggi guidato da Emanuel Colombini. Il gruppo controlla marchi come Febal Casa e Colombini Casa e supera i 300 milioni di euro di ricavi.

La manifattura locale

Ma sarebbe un errore pensare Rimini come monocultura turistica. La manifattura locale è meno appariscente del turismo, assai più solida di quanto si creda. Uno dei comparti più rilevanti è la meccanica strumentale: macchinari, automazione, componentistica, impianti industriali, lavorazioni evolute. Qui spicca Scm Group, gigante mondiale nelle tecnologie per la lavorazione del legno, dell’alluminio, del composito e di altri materiali. Nata nel territorio riminese, esporta in tutto il mondo e rappresenta il volto industriale di una provincia spesso raccontata solo per ombrelloni e nightlife.

Altro caso emblematico è Mec3, partita dalla Romagna per diventare uno dei leader mondiali negli ingredienti e semilavorati per gelato artigianale e pasticceria. È la dimostrazione che anche il food, a Rimini, sa farsi industria globale. Il legame con il territorio si riflette infatti in un agroalimentare vivace: trasformazione alimentare, prodotti da forno, beverage, surgelati, filiere al servizio di ristorazione e hospitality. Milioni di visitatori ogni anno hanno creato un mercato locale esigente, banco di prova ideale per molte imprese del settore.

Il porto e l’economia della salute

C’è poi il mare, naturalmente. Marina di Rimini è un moderno porto turistico con centinaia di posti barca e servizi dedicati agli armatori. Attorno alla marina ruota un ecosistema di manutenzione, brokeraggio, charter, assistenza tecnica, refitting e ospitalità nautica. Non una nautica da copertina patinata, ma un comparto concreto che genera lavoro qualificato e indotto.

Accanto a tutto questo cresce anche l’economia della salute e del benessere. Il territorio beneficia della vicinanza con Technogym, eccellenza romagnola del wellness fondata da Nerio Alessandri, il cui impatto culturale e industriale travalica i confini provinciali. Rimini ne intercetta fiere, turismo sportivo, domanda di servizi e attenzione internazionale al lifestyle.

Infine la geografia conta. La prossimità con San Marino aggiunge una dimensione ulteriore fatta di relazioni commerciali, flussi turistici, scambi professionali e presenza di gruppi industriali integrati tra le due sponde del confine. Poche città italiane possono contare su una microregione economica così interconnessa.

La manifattura di Rimini e provincia non fa rumore, ma produce valore. È un’industria policentrica, pragmatica, spesso invisibile al turista che passeggia sul lungomare. Mentre la riviera accoglie, l’entroterra e le aree produttive costruiscono macchine, arredi, ingredienti, componenti e competenze. Due economie diverse solo in apparenza, perché in realtà si sostengono a vicenda.

Rimini, in fondo, ha fatto di una dote minore un vantaggio competitivo: non possedere rendite naturali straordinarie l’ha costretta a inventarsi tutto. E l’invenzione, da queste parti, è diventata sistema economico.

 

L’articolo Oltre l’estate: la formula di Rimini per trasformare il turismo in un business è tratto da Forbes Italia.

read-entire-article