Nuova Serie A, vecchi veleni: Orsato deve ricostruire gli arbitri dopo l’era Rocchi, ma l’inchiesta Inter è già una bomba ad orologeria

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Un auspicio per quest’anno di Serie A, che conta forse persino più dei gol, delle classifiche, del calcio giocato, a maggior ragione del calcio d’agosto che non vale ancora nulla: una stagione, una soltanto, senza polemiche, retropensieri, complottismi vari. La prima giornata non è iniziata benissimo, con le polemiche che hanno macchiato la vittoria del Napoli a Genoa, per il mancata fischio di Di Bello sul gol di De Bruyne, proprio sotto gli occhi del nuovo designatore, Daniele Orsato.

Veniamo da anni terribili anche da questo punto di vista. E le novità non mancano: il campionato inizia con un nuovo presidente federale e soprattutto, appunto, con un nuovo designatore. Orsato ha preso il posto del pessimo Rocchi, che comunque se ne sarebbe dovuto andare per limiti d’età a prescindere dall’inchiesta che lo ha costretto a dimettersi. Anche se, dopo l’archiviazione da parte della procura, sarebbe già pronto a rientrare dalla finestra, magari con un ruolo da osservatore (come ipotizzato dalla Gazzetta dello Sport), o secondo altre voci addirittura come candidato alla presidenza dell’Aia, che dovrà presto tornare a elezioni. Sarebbe un paradosso, considerando che la vera, grande colpa di Rocchi non sono le presunte interferenze che non hanno trovato conferma sul piano penale, quanto l’incapacità di gestire il gruppo arbitrale che è andato alla deriva durante il suo mandato.

Tra Rocchi e le peripezie dell’associazione (gli ultimi due presidenti dimissionari o decaduti), i fischietti sono andati allo sbando fuori e dentro il campo. Gli ultimi campionati sono stati segnati da svarioni marchiani, e, ciò che è peggio, da una gestione dell’errore arrogante e ambigua (vedi il famoso audio del rigore su Bisseck a OpenVar), che insieme ad una esasperante difformità di giudizio hanno alimentato le più becere pulsioni dei tifosi. Per questo si spera che con Orsato (e Domenico Messina alla direzione tecnica) si apra una nuova fase, all’insegna della distensione e della trasparenza.

Purtroppo sulla nuova stagione già pende una spada di Damocle, una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. È appunto la famosa inchiesta sulle designazioni arbitrali e le presunte interferenze dell’Inter. Archiviata dalla giustizia ordinaria, è passata a quella sportiva e ce la ritroveremo fra capo e collo giusto fra qualche settimana, a stagione appena iniziata. La procura della Figc dovrà necessariamente pronunciarsi, in un senso o nell’altro, e comunque farà, per qualcuno sbaglierà: se dovesse valutare che i fatti emersi dalle intercettazioni costituiscono illecito sportivo e meritano penalizzazioni e squalifiche (difficile sostenerlo, almeno leggendo quanto emerso finora nelle carte), un’altra stagione sarà stravolta a tavolino e finirà in tribunale; viceversa, se dovesse optare per l’ archiviazione o comunque per sanzioni simboliche (questo lo scenario ad oggi più probabile), le tifoserie avversarie cementeranno la loro convinzione di una particolare indulgenza nei confronti dell’Inter, la famosa storia della “Marotta League”. E ogni gol, ogni fischio da una parte e dall’altra si caricherà di polemiche e insinuazioni. Sembra quasi un campionato già rovinato. Un’altra volta.

X: @lVendemiale

L'articolo Nuova Serie A, vecchi veleni: Orsato deve ricostruire gli arbitri dopo l’era Rocchi, ma l’inchiesta Inter è già una bomba ad orologeria proviene da Il Fatto Quotidiano.

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