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Una nuova tempesta mediatico-scientifica ha travolto i social network negli ultimi giorni. Al centro del dibattito, un video pubblicato da Debora Rasio, medico oncologo e ricercatrice, che ha invitato gli utenti a non utilizzare le creme solari “in continuazione”, arrivando a sostenere la tesi secondo cui il Sole non sarebbe la causa del melanoma e che, anzi, chi più si espone ne sarebbe protetto. La clip ha raccolto rapidamente centinaia di migliaia di visualizzazioni, ma ha scatenato un’immediata e durissima reazione da parte di oncologi, dermatologi e divulgatori scientifici. Le affermazioni della dottoressa hanno sollevato forti perplessità non solo sul piano scientifico, ma anche su quello deontologico: diversi medici nei commenti hanno infatti annunciato l’intenzione di segnalare Rasio all’Ordine dei Medici per messaggi ritenuti fuorvianti e pericolosi per la salute pubblica.
Nel video, accompagnato da una didascalia con riferimenti bibliografici, Debora Rasio sostiene che sia un mito da sfatare l’associazione tra esposizione solare e insorgenza del melanoma. A supporto della propria tesi, la dottoressa ha citato una ricerca basata sui dati della grande banca dati britannica UK Biobank, affermando che le creme solari potrebbero persino aumentare il rischio di tumori cutanei. Nel suo appello all’utenza, la ricercatrice ha raccomandato di esporsi “con buon senso” privilegedando schermi fisici come cappelli, magliette e ombrelloni, ed evidenziando il ruolo protettivo della vitamina D prodotta con i raggi UV.
Ad alzare per primo la voce contro le teorie scettiche sulla fotoprotezione è stato Paolo Ascierto, oncologo di fama internazionale e presidente della Fondazione Melanoma, che ha espresso forte preoccupazione per la deriva della comunicazione sanitaria sui social: “Oggi mi trovo di nuovo qui a dover fare una cosa che da medico e ricercatore reputo ormai un dovere fondamentale: fare chiarezza ed erigere un muro contro la disinformazione. È in circolazione un video su Instagram che fa passare messaggi del tutto distorti, quando non apertamente falsi. Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, non posso restare in silenzio”.
Ascierto ha ribadito i punti fermi validati dalle linee guida dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), ricordando prima di tutto che la radiazione ultravioletta penetra nelle cellule cutanee causando mutazioni genetiche la cui accumulazione nel tempo è la causa primaria dei tumori della pelle. L’oncologo ha evidenziato come le scottature non siano un banale fastidio ma raddoppino il rischio di sviluppare un melanoma nel corso della vita, specialmente se prese in età infantile o giovanile. Allo stesso tempo, sostenere che i filtri solari facciano male è una falsità priva di riscontro scientifico, dal momento che la protezione ad ampio spettro SPF 30 o 50+ costituisce lo scudo principale, mentre l’abbronzatura non va mai considerata un segno di salute ma la risposta di difesa della pelle a un’aggressione esterna. Nonostante l’amarezza per l’accaduto, l’oncologo ha evidenziato un segnale positivo arrivato proprio dagli utenti: “Guardando la sezione commenti sotto quel video, sono stato felicemente sorpreso nel vedere che moltissimi di voi non ci cascano più. Tanti utenti stanno smentendo quelle assurdità, pretendendo fonti e difendendo la scienza. Questo dimostra che il senso critico sta crescendo. La prevenzione non è un’opinione: è scienza basata su decenni di dati”.
L'articolo “Non serve mettere la crema solare in continuazione, il sole non fa venire il melanoma”: scoppia la bufera per le parole della dottoressa Rasio. La rabbia degli altri medici: “Tutto falso, è una follia” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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