“Niente candidatura alle primarie del centrosinistra”: la promessa di Salis alla Festa dell’Unità di Genova

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“Salis, dove la vediamo nei prossimi mesi?”. “A Genova“. Silvia Salis chiude così, e diverse altre volte davanti ai suoi elettori e ai concittadini andati ad ascoltarla alla Festa dell’Unità, l’ennesima domanda su un possibile ruolo nazionale. Dopo poco più di un anno da sindaca, rivendica il lavoro e le complessità che la sua amministrazione è chiamata ad affrontare e promette di restare lì: “Niente candidatura alle primarie del centrosinistra“, delle quali continua a vedere più rischi che benefici, e nessuna disponibilità a contribuire in prima persona alla nascita dell’ennesima creatura politica di centro.

Sulle primarie è netta: diventano utili solo quando “accompagnano un percorso politico” senza creare divisioni. Discuterne a pochi mesi dalle elezioni nazionali, dice, è invece “un esercizio politico dannoso, divisivo, non utile e lontano dalle richieste che fa l’elettorato al centrosinistra”. La lezione che offre Genova è un’altra: “Stando uniti si vince, l’alternativa è perdere. Concentriamoci sulle proposte e su quello che ci unisce“. Una coalizione che in città tiene insieme Pd, Movimento 5 stelle, Avs, Azione e addirittura Italia viva, senza pretendere “di essere sempre d’accordo su tutto”.

A chi continua a cercarla e citarla per federare i cespugli di centro, come il Claudio Burlando presente in prima fila, Salis oggi ribadisce di non vederne la necessità, che pure in altri incontri, qualche mese fa, era sembrata scorgere. “Il Pd al suo interno ha diversi tipi di anime, anche quelle moderate”, risponde alla domanda se i democratici, nella loro eterogeneità, non siano già un organismo ampiamente sufficiente a intercettare anche elettori di centrodestra delusi o imbarazzati dalla deriva sempre più estrema delle destre di FdI, Futuro nazionale e Lega. La segreteria Elly Schlein ha riportato il baricentro sui temi progressisti, con diverse convergenze programmatiche con il M5s di Giuseppe Conte e la sinistra ambientalista di Avs, ma nel Pd correnti e figure oltremodo centriste non mancano: oggi a Genova ci sarà Lorenzo Guerini, senza contare l’esistenza di partiti come Azione e Italia Viva.

Poi arriva l’attacco a Giorgia Meloni, pronta a celebrare il record di durata del suo governo. Salis liquida la ricorrenza con una battuta: “In tante cose della vita una lunga durata non corrisponde poi alla qualità. Penso che possiamo essere tutti d’accordo”. Risate e applausi dal pubblico democratico. Salis indica quindi cosa intende per programma progressista: salario minimo negli appalti comunali, riconoscimento delle figlie di due mamme, tutela delle vertenze, edilizia sociale, spiagge libere, transizione ambientale, mobilità sostenibile, scuola e servizi pubblici. Ieri Schlein citava anche il trasporto pubblico locale gratuito: elemento scivoloso in una città dove Amt, “per colmare il buco lasciato dalla precedente amministrazione ed evitare il fallimento”, a oggi ha diminuito le corse e aumentato le tariffe. Questioni locali a parte, “guardando le città non è difficile scrivere un programma progressista”, chiude Silvia Salis, al momento determinata a respingere le pressioni e a frenare quello che, anche ai suoi più convinti elettori genovesi, era parso un tentativo prematuro di spenderla in prima persona sul piano nazionale.

L'articolo “Niente candidatura alle primarie del centrosinistra”: la promessa di Salis alla Festa dell’Unità di Genova proviene da Il Fatto Quotidiano.

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