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Mancano solo dodici giorni alle elezioni israeliane. Per Benjamin Netanyahu, rimanere alla guida del Paese ha un valore esistenziale. Ma più ci si avvicina al voto e più cresce su di lui la pressione per le sue presunte responsabilità riguardo all’impreparazione di esercito e servizi segreti a rispondere all’attentato terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. E questa volta è lui stesso a svelare un particolare mai fornito fino a oggi: il capo dei servizi segreti egiziani, Abbas Kamel, si è recato in Israele pochi giorni prima dell’attacco del partito armato palestinese al Festival Nova e ai kibbutz vicini alla Striscia di Gaza.
La questione è centrale perché da mesi circolano indiscrezioni sul fatto che l’Egitto abbia lanciato, fin dal giugno 2023, una raffica di avvertimenti al governo israeliano sui rischi provenienti dall’exclave palestinese. E la rivelazione di Netanyahu conferma per la prima volta che, almeno nei giorni immediatamente precedenti l’attacco di Hamas, l’Egitto si è mosso con i potenti vertici del Mukhabarat inviando direttamente Kamel nello Stato ebraico. Il premier israeliano lo ha dichiarato in una lunga intervista rilasciata al famoso talk show vicino al governo The Patriots di Channel 14, precisando però di non aver incontrato il capo dei servizi egiziani: “Non mi ha incontrato perché in quel momento stavo partecipando a una cerimonia commemorativa per i soldati dell’Idf – ha detto – Quando mai un capo dei servizi segreti incontra un capo di governo?”.
La risposta alla domanda apparentemente retorica c’è, in realtà. Basta fare una ricerca sul sito ufficiale del governo d’Israele per ritrovare fotografie di strette di mano tra Kamel e Netanyahu, nel 2021, nella residenza del premier a Gerusalemme. La bugia di Netanyahu solleva quindi dubbi su chi abbia veramente interloquito con Kamel e quale sia il messaggio recapitato dal Cairo a Tel Aviv: “Il capo dell’intelligence egiziana era qui – ha aggiunto il premier – Ha trascorso circa 50 minuti sul posto. Voglio sapere chi ha incontrato”.
Le parole di Netanyahu hanno scatenato di nuovo il dibattito intorno alle sue presunte responsabilità. Ma in serata si è assistito a un nuovo colpo di scena. La tv pubblica israeliana Kan ha smentito la versione del premier sostenendo che sul volo atterrato il 26 settembre in Israele dall’Egitto non si trovava Abbas Kamel, bensì due uomini d’affari egiziani. L’aereo, di proprietà della compagnia di charter egiziana Smart Aviation, riferisce Kan, è atterrato intorno alle 10 ed è ripartito per il Cairo alle 11 senza nessuno a bordo. Resta da capire perché il primo ministro dovrebbe aver mentito su un punto che rischia di aumentare i dubbi sulle sue mancanze nella prevenzione dell’attentato del 7 ottobre 2023.
L'articolo Netanyahu ammette per la prima volta in tv che il capo dei servizi egiziani è stato in Israele pochi giorni prima del 7 ottobre proviene da Il Fatto Quotidiano.




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