Mondiali, il pagellone: Messi star, ma occhio a Undav. Malissimo Montella e Cannavaro, Ibra in tv è insopportabile. Infantino? Basta una frase

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La star assoluta delle prime due giornate del mondiale è Leo Messi: cinque gol in totale, capocannoniere del torneo, i media internazionali ai suoi piedi, l’ammirazione degli avversari. Sulla sua scia, Mbappé, Haaland e il redivivo Cristiano Ronaldo, con una doppietta a testa. Due reti anche per Undav, il salva-Germania. I tre ct italiani: bene Ancelotti, malissimo Montella e Cannavaro.

9 MESSI

É lui, senza se e senza ma, il terzo componente della santissima trinità del calcio: Pelé, Maradona e Leo. Qualcuno osa domandargli se ci sarà un settimo mondiale, alla veneranda età di 43 anni, ma lui ringrazia Dio di avergli dato il tocco magico nel calcio e la salute per evitare infortuni seri. Contro l’Austria, si concede anche un rigore sbagliato: reagisce con una doppietta che porta l’Argentina ai sedicesimi.

8 LA VOGATA NORVEGESE

La dimostrazione che non servono nani e ballerine per creare uno show arriva dai tifosi della Norvegia, con la vogata che richiama l’era-vichinga. Partecipano giocatori, staff tecnico e pubblico: spettacolo vero.

7,5 UNDAV

Ronaldo, Mbappé e Haaland si mettono sulla scia di Messi per il titolo di capocannoniere. Occhio all’intruso: Deniz Undav, tre gol per la Germania, centravanti dello Stoccarda di origine curdo-yazida. Exploit anche del canadese David, con la tripletta al Qatar: la Juventus è lontana.

7 BELLE STORIE

Voto condiviso tra Egitto (il 3-1 alla Nuova Zelanda è il primo successo assoluto in una fase finale mondiale), Capo Verde (2-2 con l’Uruguay e ancora imbattuto), Curaçao (0-0 con Ecuador e primo punto in classifica).

6 COSTA D’AVORIO/IRAN

Gli Elefanti spaventano la Germania e vengono ribaltati solo nel finale. Gli iraniani tengono botta contro il Belgio: lo 0-0 contro i Diavoli Rossi è un inno alla sofferenza.

5,5 KANE

Il motore dell’Inghilterra s’inceppa contro il Ghana. Kane divora un gol colossale: capita anche ai grandissimi di sbagliare.

5 BELGIO

Due partite, due punti: la banda di Rudi Garcia deve superare la Nuova Zelanda per fare il minimo sindacale, ovvero approdare ai sedicesimi.

4,5 URUGUAY

I pareggi con Arabia Saudita e Capo Verde mettono la squadra di Bielsa in una posizione di rischio elevato: la qualificazione passa dal match contro la Spagna.

4 TURCHIA

L’eliminazione precoce chiama in causa tutti, in particolare Montella e le star (Calhanoglu, Yildiz, Guler). Una figuraccia. Male anche l’Uzbekistan di Cannavaro, travolto dal Portogallo, ma la squadra asiatica è di livello inferiore rispetto ai turchi.

3 IBRAHIMOVIC&INFANTINO

Il mondiale televisivo di Zlatan è da dimenticare: la sua arroganza è insopportabile. Per Infantino, basta una frase a proposito della premiazione della finale e la conferma che il presidente Fifa e Donald Trump consegneranno il trofeo al vincitore: “Io e lui stiamo sempre insieme”. Che vita triste.

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