Milo, il riccio mutilato dalla falciatrice: senza una zampa e con il palato distrutto, ora la sua storia diventa simbolo (e arriva una serata evento)

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Non è stata la fuga a tradirlo, ma l’istinto. Milo, poche settimane di vita, non ha cercato di scappare: si è chiuso come fanno tutti i ricci. E proprio quel gesto lo ha esposto al colpo di una falciatrice, nascosto sotto un cespuglio. Il risultato è devastante: una zampa persa, parte del muso compromessa, il palato distrutto. Oggi è vivo, ma non potrà più tornare in natura.

La sua storia non è un caso isolato. Sempre più ricci nascono fuori stagione, spinti da inverni anomali e temperature miti. Non vanno in letargo, si avvicinano alle case in cerca di cibo e finiscono per esporsi a rischi che, fino a pochi anni fa, erano molto più rari. Al Centro recupero ricci “La Ninna”, dove Milo è arrivato in condizioni disperate, i numeri parlano chiaro: centinaia di animali soccorsi ogni anno, costi elevati e uno spazio che non basta più.

Dopo settimane di cure, alimentazione assistita e terapie, è arrivato un piccolo segnale: Milo ha ricominciato a mangiare da solo. Un adattamento minimo, ma decisivo per la sopravvivenza. Ora è diventato il simbolo di una struttura che chiede aiuto. Il 18 aprile, al Teatro Grande Valdocco, a Torino andrà in scena il “Riccio Music Day”: una serata tra musica e testimonianze con ospiti come Alberto Fortis, Luca Mercalli, Moni Ovadia e Vandana Shiva, pensata per finanziare nuovi recinti e garantire un futuro ai ricci che non possono più essere liberati. Milo resta lì. Non corre, non torna nei boschi ma continua ad adattarsi.

L'articolo Milo, il riccio mutilato dalla falciatrice: senza una zampa e con il palato distrutto, ora la sua storia diventa simbolo (e arriva una serata evento) proviene da Il Fatto Quotidiano.

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