Meta lancia i modelli Muse Wonder e Wonder Full per sfidare OpenAI e Google sull’intelligenza artificiale

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Meta ha rilasciato due nuovi modelli AI, Meta Muse Wonder e Wonder Full, con i quali l’azienda di Menlo Park punta a sfidare i big del settore, non limitandosi più a sviluppare piattaforme consumer, ma entrando in diretta competizione nel segmento dei frontier model, soprattutto su abilità come il coding e il lavoro agentico.

I fatti principali

  • Meta ha avviato un’attività di profonda riorganizzazione e potenziamento della divisione AI, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, per cercare di recuperare terreno rispetto ai competitor.
  • All’inizio di settembre del 2026, Meta ha rilasciato negli Stati Uniti Muse, il suo primo agente AI, definito dall’azienda come un agente personale in grado di assistere gli utenti in diverse attività quotidiane.
  • Il 12 ottobre 2026, Meta ha annunciato il lancio di Meta Muse Wonder e Wonder Full, i modelli di agenti AI con i quali intende colmare definitivamente il divario con OpenAI, Anthropic e Google su compiti professionali e coding.
  • In un post su X del 12 ottobre 2026, il ceo Zuckerberg ha aggiunto che “Muse Wonder is a major leap towards delivering personal superintelligence for everyone”.

Due nuovi modelli per colmare il gap con i competitor

Il lancio negli Stati Uniti, a inizio settembre 2026, dell’agente personale Muse ha portato Meta a competere per la prima volta anche nel mercato degli agenti AI. Tuttavia, secondo il ceo di Meta Mark Zuckerberg, l’uscita di Muse Wonder rappresenta un salto definitivo, con cui Meta avrebbe raggiunto la frontiera dell’intelligenza artificiale. A sostegno di questa affermazione, l’azienda ha pubblicato i risultati di una serie di benchmark che confrontano i nuovi modelli con quelli di OpenAI e Anthropic, rivendicando prestazioni alla pari, se non addirittura superiori, in diversi compiti.

È complesso capire quale sia il confine fra marketing e la condivisione di dati oggettivi, che possono essere facilmente manipolati a favore della narrazione aziendale. Agli annunci entusiastici di Meta e ai benchmark pubblicati dall’azienda dovrà seguire la verifica sul campo: saranno l’esperienza degli utenti e i risultati dei test indipendenti a chiarire se Muse Wonder possa realmente competere con i modelli rivali.

Tuttavia, è evidente che Meta si sia prepotentemente iscritta alla corsa all’AI, dopo aver potenziato e ristrutturato a fondo la divisione AI, come confermato anche nel post sul blog dell’azienda: “Fourteen months ago, we began a ground-up overhaul of our artificial intelligence efforts. In that time, we’ve gone from rebuilding our stack from first principles to pushing the frontier“. Mark Zuckerberg conferma di voler affrontare con determinazione la corsa all’AI, senza lasciarsi condizionare dalle preoccupazioni di alcuni big del settore, tra cui Dario Amodei ed Elon Musk, né dall’invito dello stesso Amodei a moderare il ritmo dello sviluppo dei modelli più avanzati, per concentrarsi maggiormente sulla sicurezza.

I numeri di Meta e Zuckerberg

Dopo il rilascio dei due modelli, nella giornata di lunedì le azioni di Meta hanno registrato un rialzo del 3,4%, una variazione più contenuta rispetto al balzo dell’11% registrato il 21 settembre, quando Muse ha raggiunto il primo posto nelle classifiche delle app gratuite negli Stati Uniti su App Store e Google Play.

Nel mese di settembre, il titolo ha guadagnato circa il 27%, segnando un momento di particolare fiducia da parte del mercato e degli investitori, legato alla popolarità dell’assistente AI. Risulta quindi comprensibile una prima reazione tiepida dei mercati.

Grazie al rally delle azioni di Meta nel mese di settembre, secondo le stime real time di Forbes il patrimonio di Mark Zuckerberg, che detiene circa il 13% delle azioni della compagnia, è attualmente di 254,4 miliardi di dollari, rendendolo il sesto uomo più ricco del mondo.

L’articolo Meta lancia i modelli Muse Wonder e Wonder Full per sfidare OpenAI e Google sull’intelligenza artificiale è tratto da Forbes Italia.

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